L’assessore, gli immobili e il lavoro a Euro&Promos: l’opposizione chiede le dimissioni di Bini
UDINE. Le opposizioni alzano il tiro e chiedono le dimissioni dell’assessore Sergio Bini oppure che Massimiliano Fedriga ritiri le deleghe alle Attività produttive e al Turismo cacciandolo dalla giunta. Lo scontro politico, dunque, aumenta di intensità ben prima che il Consiglio, presumibilmente alla fine di giugno, discuta e voti la mozione di censura depositata dal dem Diego Moretti in relazione all’acquisto di tre immobili a Trieste da banca Mediocredito quando questa era ancora al 47% nelle mani della Regione.
La temperatura, infatti, cresce nella mattinata di ieri e cioè nel momento in cui Bini risponde all’interrogazione di Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia che gli chiede conto del suo ruolo all’interno di Euro&Promos, la società friulana di cui l’assessore è azionista di riferimento.
«Il sottoscritto è stato assunto in data 3 gennaio 2002 dalla società Eurocoop – legge Bini come risposta alle richieste dell’autonomista –. La stessa, negli anni successivi, è stata oggetto di un’operazione di fusione dando vita a Euro&Promos società cooperativa arl che successivamente è stata trasformata in Euro&Promos Spa. La posizione lavorativa è proseguita, come dirigente d’azienda, senza ulteriori incarichi, senza che da ciò siano poi derivate situazioni di conflitto d’interesse tra la Regione Friuli Venezia Giulia ed Euro&Promos».
La risposta, quindi, va anche oltre. «L’assenza di ruoli operativi da parte del sottoscritto negli organi di gestione fa il paio con l’assenza – continua Bini – di qualsiasi delega legata alla posizione lavorativa, tant’è che il sottoscritto non appare neanche, a qualsiasi ragione e titolo, nel pur diffuso organigramma aziendale. Ovviamente la detenzione di un capitale, peraltro non di maggioranza assoluta, della società Euro&Promos Spa, costituisce premessa del mantenimento di un interesse alle sorti della società stessa, seppur non manifestandosi in alcun ruolo come detto gestionale, diretto oppure delegato».
Parole che scatenano la pronta e immediata reazione di Moretuzzo. «In tutti questi anni – attacca l’ex candidato presidente del centrosinistra – Bini ha sempre sostenuto di essere soltanto un socio di Euro&Promos. Adesso, invece, ammette di esserne anche dirigente, il che è ben diverso da vestire esclusivamente i panni dell’azionista di riferimento. Mi chiedo se sia normale che a febbraio, appena prima della fine della legislatura, Euro&Promos abbia ottenuto un appalto milionario, direttamente dalla Regione, per la gestione dei servizi alla persona e di pulizia delle Asp Muner De Giudici di Lovaria e Sirch di San Pietro al Natisone grazie a un ribasso della base d’asta del 43,9%. Oppure che dal 2018 abbia vinto cinque appalti del Comune di Trieste, per un controvalore di oltre 35 milioni, pagando i lavoratori anche 3,68 euro l’ora per uno stipendio mensile di 650 euro, appena sopra la soglia di povertà. Il conflitto di interessi è evidente e palese. L’assessore dovrebbe dimettersi immediatamente. E se non lo farà mi auguro che almeno ci pensi il presidente Massimiliano Fedriga a ritirargli le deleghe visto che, tra l’altro, sul tema di Mediocredito non ha detto una parola».
Passano pochi minuti e i tre capigruppo di opposizione – quindi il dem Moretti e la grillina Maria Rosaria Capozzi (che guida il Gruppo Misto) oltre a Moretuzzo – decidono di convocare una conferenza stampa. Se Moretuzzo, sostanzialmente, conferma quanto detto in Consiglio, Moretti puntualizza la situazione.
«Fedriga è silente da tre giorni e questo atteggiamento va stigmatizzato – ha sostenuto –. Chi fa politica deve essere al di sopra di ogni sospetto e di eventuali cattivi comportamenti. Alla mozione di censura faremo seguire una richiesta di accesso agli atti all’assessorato competente per quanto riguarda le Partecipate, cioè le Finanze. Vogliamo capire quanto la Regione fosse a conoscenza della situazione e il ruolo svolto da Mediocredito all’epoca. Rimane aperto il tema della questione politica. L’assessore dovrebbe dimettersi e Fedriga ritirargli le deleghe oppure, in caso contrario, sarebbe anche lui politicamente responsabile dell’atteggiamento di Bini».
Sulla stessa linea d’onda, infine, Capozzi. «Sosteniamo convintamente la mozione di censura – ha detto la consigliera pentastellata – e la parallela richiesta di dimissioni dell’assessore». —