Ospita Comune, Regione, Edr e la Provincia “fantasma”: viaggio tra i labirinti nel palazzo dei quattro enti
PORDENONE. Entrare nella sede della ex Provincia di Pordenone è un ritorno al passato. O forse al futuro: a un futuro ancora da scrivere. Il presente è quello di un “condominio” in cui convivono tre enti, in attesa del ritorno della nuova Provincia.
Laddove convivono la Regione, l’Edr (ente di decentramento regionale che gestisce le scuole superiori e che si è riappropriato delle funzioni della viabilità) trova spazio anche il Comune, che ha dalla sua un accordo con la Regione per la gestione di alcuni spazi. Quest’ultimo ente ha per esempio nelle proprie disponibilità l’utilizzo della sala consigliare e di altri uffici.
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L’amministrazione comunale sta poi concludendo, nell’area che si affaccia su corso Garibaldi, l’allestimento del servizio gioca bimbo pensato per le famiglie.
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Lungo i corridoi silenziosi restano le teche con le collezioni degli orologi, un simbolo per certi versi ironico, perché è come se il tempo si fosse fermato a quando la Provincia aveva un’identità: un tempo da ricordare a chi quella storia non l’ha vissuta.
Le tracce di quella vita si trova anche nella cartellonistica interna, per raggiungere i vari uffici, dove spicca ancora il simbolo dell’ente decentrato. Il gonfalone, poi, è ospitato nella sala giunta, quella in cui una volta si riuniva l’esecutivo provinciale, proprio accanto alla bella e affrescata sala stampa, utilizzata molto poco rispetto al periodo in cui la Provincia era attiva.
Che il tempo sia fermo lo dimostra anche qualche stanza: per esempio quella al primo piano che è stata lo studio dell’assessore regionale alla cultura Tiziana Gibelli (anche gli uffici regionali sono ospitati nei palazzi nobili della ex Provincia) e ancor prima della segreteria generale dell’ex ente intermedio. Sulla targhetta c’è ancora il nome dell’ex assessore che aveva scelto Pordenone come sede di elezione per il proprio mandato.
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La cartellonistica è invece sparita dalle scale che portano al piano nobile di palazzo Pera, quello che ospitava la presidenza della Provincia, oggi della Regione. Una sede più che altro di rappresentanza.
La Regione continua a dividersi tra più sedi a Pordenone – non è stata ridimensionata quella di via Ospedale vecchio e c’è ancora quella di via Oberdan –, ma grazie agli uffici lasciati liberi dalla Provincia hanno potuto trovare spazio anche altri servizi, come quello scolastico provinciale. Locazioni che potrebbero essere temporanee se, come ribadito dalla giunta Fedriga, le nuove Province – elettive – diverranno realtà nel giro di un paio d’anni. —