Guardava video porno in ufficio, tenente colonnello dei carabinieri ricorre al Tar: annullata la sospensione
Era stato sospeso perchè sorpreso a guardare video a contenuto pornografico mentre era in servizio: una punizione eccessiva secondo lui, che si è rivolto al Tar di Trieste e ha vinto.
Protagonista della vicenda è un tenente colonnello dell’Arma dei carabinieri, difeso dall’avvocato Gianfranco Ceolotta di Verona.
Nell’ambito di un’indagine aperta per le ipotesi di frode in processo penale, depistaggio e favoreggiamento personale (vicenda penale non ancora conclusa) gli sono stati sequestrati i dispositivi elettronici.
All’ufficiale è stato contestato di essersi intrattenuto, in più occasioni, in orario di servizio e talvolta in ufficio, nella visione di video dal contenuto pornografico, in videochiamata a carattere erotico e nella produzione di foto e video di atti di autoerotismo, in alcuni dei quali figurava ritratto. È stata irrogata la sospensione per 4 mesi.
La difesa ha obiettato che sanzione e procedimento disciplinari, partiti da un’infrazione di rilevanza non penale, sono stati tardivi. Motivo fondato per il Tar, che in assenza di riscontri dal ministero sulla data di conclusione degli accertamenti preliminari ha accolto la tesi difensiva: sospensione annullata. —