A4, il cantiere della terza corsia costerà il 20% in più del previsto
TRIESTE. Dopo aver realizzato investimenti negli ultimi anni per oltre un miliardo (quasi interamente in autofinanziamento), Autovie Venete, all’approvazione del bilancio 2022, consegna a Società Autostrade Alto Adriatico – la Newco pubblica che consente di aggirare i paletti comunitari e mantenere sul territorio il controllo della A4 Trieste-Venezia, con conseguente atteso rinnovo della concessione – il completamento della terza corsia della A4. Opere che costeranno, secondo il presidente di Autovie Maurizio Paniz, il 20% in più delle precedenti previsioni. Nulla di sorprendente dopo gli anni della pandemia e una guerra alle porte dell’Europa che hanno prodotto una fase di perduranti rincari sulle materie prime. Ma il “ritocco” è non poco pesante. «Il quadro economico e geopolitico, tuttora mutevole – come ha confermato nei giorni scorsi un comunicato della concessionaria –, è condizionato, in particolare per il settore delle costruzioni, dal significativo aumento dei prezzi delle materie prime, soprattutto l’acciaio, e dell’energia».
Paniz non si tira indietro sulle cifre: «Dobbiamo ritenere che orientativamente, comprese le opere collaterali, si salirà da un miliardo a un miliardo e 200 milioni per chiudere la partita nel 2027». Servirà ritoccare le tariffe? Al momento è un tema non all’ordine del giorno. Se ne riparlerà eventualmente a inizio 2024, quando il ministero, come ogni anno, definirà la percentuale di eventuale incremento dei pedaggi per tutte le autostrade italiane.
Sul 2022, vista la ripresa dei transiti (+18% i veicoli leggeri, +2% quelli pesanti), sulle tratte gestite da Autovie i ricavi al casello sono in ogni caso aumentati di 16 milioni sul 2021 e di 2,5 milioni sul 2019 pre Covid, tanto che l’utile di bilancio (32,7 milioni) è di oltre 11 milioni superiore a quello del 2021. Quel che è certo è che Paniz, come già in passato, rilancia la richiesta a Roma: «Sarebbe indispensabile che il governo intervenisse con un finanziamento una tantum proprio alla luce di questi ulteriori costi inattesi».
Quello che manca adesso sono i tratti in Veneto. Dopo avere aperto al traffico negli ultimi due anni 30 chilometri di terza corsia, ora Autovie si appresta a completare il tratto tra Alvisopoli e Portogruaro. Nel dettaglio, cinque chilometri (da Alvisopoli al sottopasso ferroviario) verranno conclusi nel corso dell’estate, mentre i restanti quattro – più complessi viste le differenze di quota altimetrica tra vecchia e nuova carreggiata – saranno pronti in autunno. Sempre in territorio veneto, oltre alla contrattualizzazione dei lavori dei dieci cavalcavia del tratto tra San Donà e Nodo di Portogruaro (il quadro economico complessivo è di 83 milioni di euro), Riccardo Riccardi, soggetto attuatore del commissario delegato per la A4 Massimiliano Fedriga, ha approvato la realizzazione di due aree di sosta per mezzi pesanti a Fratta Nord e Fratta Sud (20 milioni) e ha dato il via libera ai relativi lavori.
In Friuli Venezia Giulia, invece, è iniziato il cantiere posto all’intersezione tra la strada regionale 352, la Sr 126 e il casello di Palmanova dell’autostrada per altri 3,3 milioni. In previsione anche la realizzazione di tre porte aggiuntive del casello di San Donà, con progetto esecutivo già approvato, mentre altre tre porte sono previste dal progetto definitivo, che pure ha avuto il visto, per il casello di Portogruaro. Quanto al trasferimento di competenze, si ipotizza che a fine giugno verrà sottoscritto il verbale di subentro (riconsegna della rete autostradale da parte di Autovie al ministero dei trasporti e contestuale consegna della stessa a Società Autostrade Alto Adriatico).