Abusi sessuali su un minore in Kenya, il mantovano Camellini condannato a 30 anni in appello
L'Alta Corte della città di Kisumu, in Kenya, ha confermato in appello l'accusa di abusi sessuali su un bambino di tre anni per il mantovano Paolo Camellini, riducendo però la pena da scontare dall'ergastolo a 30 anni di reclusione. C'è ancora la possibilità di un ricorso in Cassazione.
Il giudice Roseline Aburili ha confermato le accuse a carico di Paolo Camellini, originario di Goito, sul minore, figlio adottivo della sua ex compagna keniana, respingendo le obiezioni prodotte dalla difesa. Il magistrato ha però ridotto la pena in quanto l'uomo era incensurato, come riporta il sito Uzalendo News.
Camellini è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Kondiaka, a Kisumu, dal 16 febbraio 2022, quando l'ex compagna lo aveva accusato di aver abusato del bambino. Nell'agosto dello stesso anno era arrivata la prima sentenza, nonostante l'italiano si fosse sempre professato innocente e, secondo l'avvocato Isaac Okero, le prove a suo carico presentassero «numerose lacune».
La famiglia in Italia ha sempre supportato il parente, chiedendo giustizia e recandosi in visita a Kisumu lo scorso febbraio. L'Ambasciata d'Italia a Nairobi, che ha seguito il caso fin dall'inizio, era presente alla sentenza di appello. Ora resta la speranza del terzo grado di giudizio. «La decisione del giudice è scoraggiante - ha commentato l'avvocato Okero all'Ansa - abbiamo intenzione di ricorrere all'Alta Corte d'Appello e dare battaglia per la libertà di Paolo».