Melissano dà l’addio all’Unione: «Ho vissuto anni straordinari ma lascio un settore in salute»
TRIESTE Estate 2019, quella in cui da un lato la ferita aperta della finale persa col Pisa bruciava tremendamente e dall’altro rincuorava la decisione con cui Biasin e Milanese insistettero sul progetto di crescita della Triestina, progetto del quale era parte integrante lo sviluppo del settore femminile.
Reduce da esperienze varie nel maschile con Domio, Zaule, Gaja, Muglia, Roianese ed Altura, veniva chiamato alla guida dell’U15 dell’Unione femminile Fabrizio Melissano, poi promosso nel 2020 alla guida della prima squadra. Da lì, un triennio che merita e meriterà in futuro di essere ricordato, per le tre salvezze consecutive in C. Ora la fine di un bellissimo ciclo, come tale destinato ad aprire le porte a qualcosa di nuovo, diverso. Si separeranno infatti le strade della Triestina e del tecnico classe '85. «Dopo tre anni di prima squadra più uno di giovanili è giusto per la società, per le ragazze e per me cambiare» conferma il tecnico. «Ho delle idee e vedrò con l’agenzia che ha la mia procura ma mi piacerebbe, seppur senza i colori alabardati, rimanere nel settore femminile, un mondo in estrema evoluzione».
Sesto posto nel ’21, settimo nel ’22 e nono nel ’23. Una bella soddisfazione..
«Il livello tecnico in C si è alzato costantemente, il primo anno ci si salvava con 10 punti, quest’anno vanno ai play-out squadre con 30 punti. Noi siamo rimaste all’80% con la rosa che 4 anni fa faceva l’Eccellenza. Riuscire a salvarsi sempre con anticipo è stato un piccolo capolavoro sportivo».
C'è stato un momento in cui ha temuto di non farcela quest'anno?
«A metà del girone di andata, dopo l’1-2 in casa con Villorba qualcosa scricchiolava, non ho avuto paura ma abbiamo per certo vissuto un momento difficile, una andata disastrosa».
Lascia la Triestina in C. Cosa troverà il suo successore?
«Lascio un settore femminile che sta lavorando bene. La prima squadra forse è un po’ in là con l’età calcisticamente ma con i dovuti ritocchi 2-3 stagioni davanti le ha. Il settore giovanile cresce, l’anno scorso la Schiavo è andata alla Roma, quest’anno per la De Donatis 16 presenze in prima squadra, domenica ha esordito la 2007 Piciullo. Lascio un settore in salute che spero fiorisca ancor di più».
Il momento più bello?
«Il 3-2 contro il Lebowski al Rocco due domeniche fa. Il miglior modo per me di chiudere il cerchio. C’è una foto che gira, in cui sono in ginocchio ad esultare sotto i miei tifosi, personalmente l'immagine che porterò dentro di più, e poi l’abbraccio finale con lo staff e le ragazze. Devo ringraziare società e Comune che hanno assecondato la mia richiesta di giocare al Rocco».
L’augurio alla Triestina nella sua interezza?
«Di tornare dove merita prima possibile, la C sta stretta a Trieste, e crescere ancora di più come settore femminile».