Trieste, ecco Glera, il nuovo rimorchiatore anti-inquinamento a servizio della Siot
TRIESTE Un rimorchiatore “made in Fvg” fatto costruire dalla Ocean a Trieste nel cantiere della Cartubi per il servizio anti-inquinamento della Siot, battezzato con il nome di Glera, il vitigno che dalle terrazze del Carso e da Prosecco guarda il mare.
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Lo stesso Glera utilizzato per il varo con il taglio del nastro della madrina (la vicesindaco di Trieste, Serena Tonel) con la bottiglia che si è infranta, in segno di buon auspicio, sulla fiancata del rimorchiatore. Un vino che dopo è stato versato per il brindisi, in versione bollicine e fermo.
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«Potremmo scrivere sulle fiancate del nuovo rimorchiatore “Io sono Fvg” - ha esordito, emozionata, l’amministratrice delegata della Ocean, Michela Cattaruzza - abbiamo deciso di chiamarlo Glera come il vino della nostra terra per sottolineare lo stretto rapporto che lega le società del gruppo al territorio. Perché questo rimorchiatore è stato progettato sul territorio e per il territorio e sarà dedicato al servizio anti-inquinamento e prevenzione per la Siot con cui lavoriamo da 10 anni. È stato realizzato da Cartubi che lavora a fianco a noi, e per il 45% da aziende del Fvg con un’incidenza dei costi del 68%. Un rimorchiatore “made in Fvg”».
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Quasi 29 metri di lunghezza, 150 tonnellate, due motori da 1.200 cavalli, una velocità di 12 nodi e un costo di circa 4 milioni di euro. È toccato a Mauro Franco, alla guida di Cartubi, spiegare le tecnologie innovative di questo rimorchiatore pronto a prevenire possibili inquinamenti alla Siot con immediata posa a mare delle barriere (tecnicamente panne) per fermare sversamenti di olio o altri carburanti dalle petroliere in banchina.
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«Devo ringraziare la famiglia Cattaruzza con la quale lavoriamo da tanti anni, per aver accettato questo progetto - ha detto Franco, anche lui emozionato ricordando la figura del padre Giovanni, fondatore della Cartubi -. Questo rimorchiatore è una copia di uno fatto 10 anni fa, ma grazie alla collaborazione tra i nostri tecnici e l’equipaggio della Ocean abbiamo apportato tutta una serie di migliorie modificando tutti i macchinari. Anche il mezzo è più visibile in condizioni di scarsa visibilità. Una sfida durissima di fronte alla carenze delle forniture di pezzi di ricambio e componentistiche che affliggono tutte le aziende in questo periodo».
Soddisfatto anche il presidente della Siot, Alessio Lilli: «Con questo nuovo rimorchiatore si rinnova il rapporto decennale fra la Siot e la Ocean - ha spiegato -, era alla base del rinnovo del contratto. Siamo felici di poter accogliere Glera nel gruppo di intervento perché così continueremo a migliorare la protezione ambientale. Ed è bello essere qui ad ammirare questo prodotto risultato della capacità di tante realtà produttive del territorio».
Con Glera il gruppo Ocean rafforza la flotta di mezzi a disposizione dei servizi portuali: sono oltre una cinquantina tra rimorchiatori, chiatte, bettoline e mezzi anti-inquinamento. Un gruppo sempre più forte con 320 dipendenti, un fatturato che si aggira sui 42 milioni e con interessi che vanno da Trieste al Montenegro, dal Kazakistan alla Slovenia, poi le attività di Monfalcone e di Venezia. Una società di cui è amministratore delegato Michela Cattaruzza. Dall’altro fronte c’è anche Tripmare, 50% di Ocean e 50% di Msc, guidata da Alberto Cattaruzza, fratello di Michela, che si occupa di rimorchio portuale. «Se fosse qui oggi il sindaco Dipiazza direbbe sicuramente che è “una giornata straordinaria “- ha detto nel saluto la vicesindaco, Serena Tonel - perché vediamo e tocchiamo con mano questo gioiello del saper fare triestino. Una filiera che è testimonianza di quanto Trieste sia legata all’economia del mare».
Un’economia del mare che secondo il governatore Massimiliano Fedriga è fondamentale per lo sviluppo del Fvg e dell’ Italia. Lo ha ribadito nelle sue conclusioni alla cerimonia di varo del Glera. «Il Fvg e il sistema Italia hanno grande potenzialità nel settore e in questo momento si possono cogliere grandi opportunità di crescita. Siamo un Paese di mare, nato e cresciuto grazie alla straordinaria risorsa rappresentata da questo elemento e dobbiamo riappropriarcene perché ci sono altre realtà europee, nostri competitor, che sono molto forti ma che non hanno questa peculiarità. Realtà come Ocean sono la testimonianza dei risultati che si possono ottenere investendo sull’economia blu e la dimostrazione che le istituzioni devono essere capaci di far sistema con le realtà che fanno investimenti, anche all’estero, per far sì che i nostri sistemi produttivi possano diventare protagonisti nel mondo».
Infine, dopo l’intervento del comandante in seconda della Capitaneria, Fabio Poletto, la cerimonia del varo con la benedizione del cappellano del porto di Trieste, don Alessandro Amodeo, e il rito della bottiglia che si infrange sulla fiancata del Glera al grido di «in nome di Dio madrina, taglia!».