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La partita del tifo (Verona)

Una rubrica a cura di Claudio “Freccia”

Si gioca allo stadio “Marcantonio Bentegodi” di Verona, alle h.12,30 di domenica 28 maggio 2023, questo incontro importante solo per il Verona, che oggi con una vittoria farebbe un importantissimo passo avanti per la salvezza, data anche la sconfitta di ieri dello Spezia 0-4 in casa col Torino, mentre per l’Empoli non è molto significativo, visto che si è salvato matematicamente due settimane fa sul campo della Sampdoria, anche se vuole onorare fino in fondo il suo campionato. L’Hellas viene da tre punti nelle ultime quattro partite, conquistati tutti sul difficile campo di Lecce. Mentre l’Empoli viene dalla bellissima e galvanizzante vittoria (4-1) sulla Juventus e da ben 10 punti nelle ultime quattro gare. Il match è valevole per la 37esima e penultima giornata del campionato italiano di calcio di Serie A 2022/23 e si gioca davanti a un discreto pubblico. Infatti gli spettatori ufficiali sono 22.831, anche se in realtà, visto l’importanza che riveste la partita, ce ne saremmo aspettati un po’ di più. La partita è piuttosto equilibrata, il Verona fatica a rendersi pericoloso, l’Empoli gioca più tranquillo e la interpreta bene, impegnandosi, non regalando nulla all’avversario. Recrimina anzi per qualche decisione arbitrale controversa, come un calcio di rigore e almeno un’espulsione a favore. Nel momento peggiore dell’Empoli il Verona passa in vantaggio col neoentrato Gaich al 51°, ma poi subirà il pareggio, meritato, su un tiro di Stojanovic deviato in modo determinante da Magnani al 96°. Gli Ultras empolesi della Maratona “Emiliano Del Rosso” in versione trasferta salgono nella città scaligera in 170, che equivalgono a un buon numero, considerando tutto, specialmente le motivazioni insignificanti di classifica e che Verona non è lontana, ma neanche dietro l’angolo.

Il tifo azzurro è piuttosto continuo e costante, con poche pause. Due bandieroni vengono sventolati in pratica continuamente, insieme a tante bandierine, dando un tocco di colore al settore ospiti. Sono stati molti i cori che si sono levati dalla curva, ben coordinati e forti, tanto da farsi sentire diverse volte. Molti di incitamento alla squadra, tenuti su per parecchio tempo, altri di offesa verso i veronesi come “Ve ne andate in Serie B”, “Serie B, Serie B”, “Lo sai che chi non salta è un veronese…bastardi!”, e verso i loro gemellati fiorentini, acerrimi rivali degli empolesi, sullo stesso tono. Vengono poi bene anche i cori “Empoli alè alè canto solo per te…” ed “Empoli calcio…”, diventato ormai classico e portafortuna, che si alza al cielo dopo il triplice fischio del signor Chiffi di Padova, quando la squadra azzurra va verso il settore ospiti a ricevere gli applausi degli Ultras, ancora galvanizzati e contenti per il pareggio azzurro giunto all’ultimo minuto. Ci piace rimarcare, per una volta, la presenza dello striscione degli “Ultrassini 2017 Empoli Giovani”, sempre esposto in casa e molte volte al seguito in trasferta, che sono dei ragazzi giovani che rappresentano il futuro degli Ultras a Empoli. Con gli empolesi presenti con una macchinata alcuni Ultras del Bayern Monaco, freschi campioni di Germania, vincitori della Bundesliga proprio all’ultima giornata per migliore differenza reti sul Borussia Dortmund. I diretti gemellati degli “Ultras Empoli” non portano nessuna pezza al seguito, ma hanno con sé le sciarpe del loro gruppo, “Schickeria”. Il livello del tifo azzurro anche oggi è stato piuttosto buono.

La Verona Ultras risponde “presente” a questo importante appuntamento e la Curva Sud è pavesata di bellissime pezze e di bandieroni che rendono molto colorata la curva. Inoltre fa bella mostra di sé il vecchio striscione “Inferno Gialloblù”. Tanti veronesi erano andati all’allenamento a Peschiera del Garda sabato scorso, accendendo fumogeni giallo-blu ed esponendo lo striscione “I conti si fanno alla fine! Forza Verona!”. Nel primo tempo il tifo veronese è un po’ al di sotto delle attese, forse non si esprime al meglio perché la voce dei ragazzi si strozza in gola per la tensione, anche se non mancano i tipici cori. Lo stadio a fine primo tempo fischia la propria squadra. Il secondo tempo parte però decisamente meglio, il Verona gioca più sciolto e lo stadio esplode proprio ad inizio della seconda frazione con il gol di Gaich. Il tifo è ora molto più convincente e continuo e la Sud è quasi una bolgia: sfodera tutto il suo repertorio, cercando di portare l’Hellas in ogni modo alla vittoria, coi classici canti come “E quando i blue saranno in ciel…” e “Non sarete mai SOLI insieme a voi sarem Hellas!”. Lo stadio spinge sul gas, il Verona ha una fiammata, poi si abbassa pericolosamente. Con l’ingresso di Stojanovic al 77° l’Empoli trova nuova linfa e proprio da un suo tiro arriva il pareggio empolese al 96°, proprio quando il Verona e il suo popolo stavano assaporando ormai la vittoria. Bisogna dire che il Verona non avrebbe meritato di vincere. A fine partita lo stadio fischia nuovamente l’Hellas. La prova degli Ultras veronesi è da considerarsi anch’essa piuttosto buona.

Uno sguardo altrove: L’anticipo del venerdì alle 20,45 è SAMPDORIA-SASSUOLO, coi sassolesi che sono solo poche decine e che ovviamente non si sentono mai nel frastuono del “Marassi”. Prima della gara corteo impressionante della tifoseria blucerchiata da sotto Corte Lambruschini, dove si era data appuntamento alle 18,30. A capo del corteo lo striscione “Giù le mani dalla Sampdoria”, slogan ripetuto più volte durante il tragitto, nel corso del quale verranno accesi molti fumogeni. Dentro lo stadio ancora una volta il tifo sarà spettacolare e la prova della Sud, (ma anche della Nord dove agisce il “Gruppo Cajenna” nato nel 2022), straordinaria e veramente instancabile, come se la Samp non fosse già in B e si dovesse conquistare la salvezza. Inizialmente alla balconata della Gradinata Sud c’è lo striscione molto bello “Per questa maglia che ci ha strappato il fiato siamo pronti a dar battaglia”, con nella parte inferiore esposta una maglia gigante della Sampdoria a mo’ di bandierone coprisettore. Lo striscione verrà poi tolto ed esposta la scritta fissa “Dall’inferno torneremo”. Alla balconata della Nord si può leggere inizialmente “Amore incondizionato al di là del risultato”. Lo slogan “Giù le mani dalla Sampdoria” verrà poi ripetuto e molti ce l’hanno stampato sulla maglietta che indossano. Scongiurato il fallimento la Samp sta per passare di mano, ci sono gli acquirenti. La Sud è piena, accesi molti fumogeni durante la partita. Ovazione da pelle d’oca per Fabio Quagliarella quando esce nel finale: ha le lacrime agli occhi. Mancano alcuni striscioni di gruppi Ultras solitamente esposti. Rimonta doriana dallo 0-2 al 2-2 finale. Pochini i friulani all’’Arechi’ per SALERNITANA-UDINESE, anticipo del sabato alle 15, ma hanno tante scusanti quali la distanza, che non hanno niente da chiedere ormai alla classifica e che molti il sabato lavorano. Si gioca davanti a un buon pubblico: 27.035 gli spettatori ufficiali. A Salerno è la solita bolgia infernale di sempre: bei battimani, davvero una muraglia di mani al cielo, tifo molto buono, fumogeni granata accesi in Curva Sud. Grande rimonta dei granata da 0-2 a 3-2. In settimana fuori lo stadio era apparso lo striscione “24-05-1999 una giornata infernale che ci ha segnato la vita…maledetta partita maledetta galleria!!! Enzo Peppe Ciro Simone”, i 4 che morirono ustionati sul treno speciale di ritorno dall’infausta trasferta di Piacenza, a pochi chilometri da Salerno.

L’altro anticipo del sabato alle 15 è SPEZIA-TORINO, avente una bella cornice di pubblico. Buona presenza, tutto sommato, dei torinisti, anche se non riempiono completamente il settore ospiti. La loro scusante principale è che il Toro non ha da chiedere niente alla classifica, ma la formazione di Juric non regala nulla e vince 0-4, per la soddisfazione dei suoi Ultras, che si fanno sentire. Diversi i bandieroni sventolati, belle le pezze, alcune sembrano nuove, come “Athletic Daspo” ed “On tour”. Da notare lo stendardo “Mai gobbi”. Grande fumogenata iniziale della Curva “Ferrovia” di casa, dove tutti indossano una maglietta bianca con impressa la “A”. Semplice ma venuta bene la coreografia in Curva Nord: cartoncini bianchi e, più o meno a mezza altezza, lo striscione bianco su sfondo nero “Storia fatta di uomini, Cuore e Passione”. La sconfitta dello Spezia potrebbe pesare molto sul suo destino. Alle 18 del sabato si gioca FIORENTINA-ROMA davanti a 32.229 spettatori ufficiali. La Viola ribalterà nel finale lo 0-1, vincendo 2-1. In quei frangenti canta tutto lo stadio, tranne ovviamente i romanisti, che occupano uno spicchio intero di settore ospiti e un pezzetto dell’altro spicchio. Il loro tifo non è che sia poi granché, tifano un po’ a sprazzi, perlopiù per la maglia. Si notano gli stendardi “Dimmi José” e “Più bella cosa non c’è”. Il tifo viola si esprime in maniera più convincente e continua, bello il finale. Fumogeni viola e arancioni in “Fiesole” prima dell’inizio della gara. Le due tifoserie si mandano a quel paese. Organizzata dai fiorentini una grandissima coreografia in finale di Coppa Italia all’’Olimpico’ contro l’Inter, mercoledì 24 maggio scorso a Roma in Curva Sud. Formata la scritta “Per noi!”. Hanno dimostrato grande mentalità lasciando il muretto dei “Fedayn” privo di striscioni (sappiamo ormai tutti del furto infame dello striscione che ha dovuto subire il glorioso gruppo romanista). I diffidati viola avevano salutato la “Fiesole” in partenza per Roma con lo striscione “Nessuna lacrima nessun rimpianto diffidati al vostro fianco”. L’anticipo del sabato sera è INTER-ATALANTA, gli spettatori ufficiali sono 72.192. Vietata la trasferta ai bergamaschi privi della Tessera del tifoso. Quindi presenza di soli Clubs e tifosi semplici, per un totale di circa 500 persone che in pratica non si sentono mai se non dopo le reti atalantine (risultato finale 3-2). Buono il tifo della Curva Nord interista, ed a tratti accompagna con cori e battimani anche il resto dello stadio; tanti i bandieroni sventolati. Anche la loro coreografia a Roma nella finale di Coppa Italia è stata molto bella. BOLOGNA-NAPOLI è una delle due partite che si giocano alle 15 domenicali. Sono migliaia i napoletani presenti al “Dall’Ara” per un totale di 30.071 spettatori ufficiali. Occupano tutto il settore ospiti, i gruppi Ultras, massicci e compatti, e buona parte dei Distinti. Davvero bello il tifo partenopeo con tanti bandieroni al vento, e c’è da ricordare che alcuni gruppi ultrà non sono tesserati (ad esempio “Fedayn” e “Secco Vive”) e che i diffidati sono oltre 1.200. Gli Ultras ’72 sabato scorso sono stati a Cercola a fare il tifo per la squadra “Primavera” che si giocava la salvezza. Ma il Napoli perde 1-2 con l’Inter e retrocede in B. I bolognesi inizialmente accendono fumogeni rossi e viola ed espongono alcuni striscioni per Massimiliano Mozza, uno dei leader dei gloriosi vecchi “Mods Bologna”, scomparso all’incirca due settimane fa, quali “Amico sincero vero combattente Massi sempre presente” e “Massi un Mods oltre la massa”, lasciato fisso. Ai suoi funerali è stata esposta la scritta “Massi con noi”. La Curva Nord, con un tifo piuttosto buono, spinge i propri beniamini all’insperata rimonta da 0-2 a 2-2.

L’altra partita delle 15 è MONZA-LECCE, che si gioca davanti a 15.039 spettatori ufficiali e 2.500-3.000 leccesi. Il settore ospiti è molto colorato, con pezze anche belle come “Taverna Nord”, “Vincenzo vive” e “Lecce Club Milano”; bella la sciarpata nel secondo tempo. Entrambe le tifoserie non saranno autrici di un grande tifo, ma avranno comunque importanti picchi. Due rigori, uno sbagliato dal Monza con Gytkjaer all’83’, l’atro trasformato da Lorenzo Colombo al 101’, sono gli unici tiri in porta che effettuano le due squadre. Quello di Colombo permette al Lecce di salvarsi matematicamente e manda in visibilio la Nord, che fa grande festa. I monzesi allestiscono l’ennesima coreografia, semplice ma stilosa, con plastiche bianche che formano la scritta “Monza” su sfondo di plastiche rosse. I Distinti superiori sono divisi dai colori rossi e bianchi, e alla ringhiera c’è lo striscione “110 anni di fede e passione per la consacrazione incoronata da una storica stagione: Grazie in eterno…”. Salutata la punta danese Gytkjaer, uno degli artefici della promozione in A dello scorso anno, molto probabilmente all’ultima gara casalinga, con la scritta “Din don è per sempre grazie vikingo”. Alle 18 va in scena allo stadio “Olimpico” di Roma LAZIO-CREMONESE. Gli Ultras avevano chiamato a raccolta tutta la tifoseria biancoceleste che risponde benissimo: sold out e 60.000 spettatori circa. C’è un bel clima di festa. Prima dell’inizio coro a tutto stadio “Farò quel che potrò per la mia Lazio!”. Fumogenata bianca e celeste accesa prima dell’inizio in Tribuna Tevere in basso, organizzata sempre in questo settore una minicoreografia. Fumogeni accesi anche in una Nord bella colorata da tanti bandieroni e bandierine. Salutato Stefan Radu, all’addio dopo tanti anni di militanza con la stessa casacca, che ha indossato 427 volte in tutto, con lo striscione in Curva Nord “15 anni di battaglie con l’aquila sul petto, un combattente, uno di noi, Stefan Radu laziale a vita”. I cremonesi, tutto sommato non pochi considerando tutto, specie la retrocessione aritmetica, vengono collocati in un pezzetto di Tribuna Montemario, delimitato dagli steward. Espongono il significativo striscione “Quei fiori a Badia al Pino non appassiscono mai Ciao Gabbo”, riferito all’assurda uccisione, in quell’Area di servizio dell’A1, del laziale Gabriele Sandri “Gabbo” l’11 novembre 2007, a opera di un agente di polizia. La loro squadra recupera da 0-2 a 2-2 poi cede nel finale. Il posticipo della domenica sera è JUVENTUS-MILAN, che si gioca davanti a spalti gremiti. E’ in gioco la qualificazione alla prossima Champions League, il risultato finale di 0-1 dà ragione al Milan. Gli Ultras rossoneri avevano deciso di disertare già da settimane questa trasferta, per protestare contro il caro biglietti (chiesti per il settore ospiti 80 €.) e contro le modalità di acquisto degli stessi. La Curva Sud è andata lo stesso in trasferta, ma in Romagna. E invece delle bandiere i tifosi si sono portati stivali di gomma, spazzoloni, scope e tutto l’occorrente per aiutare concretamente le popolazioni delle zone alluvionate. Allo “Stadium” comunque i tifosi rossoneri non sono mancati, ed erano anche piuttosto compatti anche se si sono sentiti poco. La Curva Sud juventina effettua il tifo solo nel secondo tempo, più che altro scandendo slogan contro la Società e contro la repressione a cui è costretta, con cori tipo “La Juve siamo noi solo noi…”. Corteo verso lo stadio della Sud prima della gara. Sabato 27 maggio si ritrovò fuori lo stadio cantando “Il teatro non lo vogliamo!!”, con tanti bandieroni e fumogeni accesi. Ognuno è libero di pensare ed esprimersi come vuole o fare battute, ma se ci fermiamo un attimo ed azioniamo il cervello, quello che sta succedendo a Torino, con tutte le problematiche che si sanno, potrebbe essere un’anteprima di ciò che può succedere ovunque.

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