Aumento rette al De Rodolfi di Vigevano, lo Spi: «Molti anziani non possono pagare»
VIGEVANO
«Gli aumenti delle rette del De Rodolfi ricadranno sui vigevanesi». Sante Marangon, segretario cittadino dello Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, pur comprendendo i motivi che hanno determinato l’aumento delle rette di ricovero della casa di riposo comunale, non può fare a meno di constatare che l’unica soluzione sarebbe quella di un intervento statale, come l’aumento delle pensioni o dei fondi destinati alle persone non autosufficienze.
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«Il De Rodolfi è un’ottima casa di riposo – dice Marangon –, con una retta mensile tra le più basse della provincia, a fronte di una buona assistenza in termini di qualità e di numero di ore. Ha tra le rette più basse sia rispetto al pubblico sia rispetto al privato. Il problema è che Vigevano ha anche la media più bassa delle pensioni tra i Comuni della provincia di Pavia, quindi anche una retta bassa diventa difficile da sostenere per i vigevanesi. Con questo aumento diventerà inaccessibile».
La retta giornaliera di ricovero al De Rodolfi passerà, dopo 11 anni di "stabilità", da 50 a 55 euro al giorno, il che vuol dire 1.650 euro al mese, molto più di una normale pensione.
«Saranno pochissimi gli utenti che se la potranno permettere – prosegue il segretario dello Spi – e questo obbligherà il Comune ad aumentare le sue contribuzioni, quindi siamo di fronte a un cane che si morde la coda: l’amministrazione aumenta le rette a favore della società partecipata, ma automaticamente dovrà pagare di più per gli utenti della Rsa con contribuzione. Il consiglio d'amministrazione dell’Asmv e il direttore generale Andrea Deplano hanno fatto i conti correttamente e non avevano scelta, ma il problema rimane».
Le cause dell’aumento
A determinare l’aumento della quota giornaliera al De Rodolfi, che è gestito dall’Azienda speciale multiservizi Vigevano (Asmv), è stato il bilancio 2022, chiuso in passivo per la prima volta. «I posti letto del De Rodolfi – aveva spiegato nel Consiglio di giovedì Andrea Deplano, direttore generale della società partecipata dal Comune – sono stati quasi sempre tutti occupati, però questo non è bastato per assorbire tutti i rincari: l'energia elettrica è aumentata del 55% ed il gas del 125%».
«Questi aumenti – prosegue Marangon - non sono sempre compatibili con le possibilità degli utenti. Anzi. Se consideriamo poi che il De Rodolfi ha una lista d'attesa di più di 300 persone, si rischia davvero di rendere inaccessibile un servizio utile alla comunità». —
Oliviero Dellerba