A Udine giù un’altra storica insegna: l’osteria Al Pappagallo chiude e il locale passa ai cinesi
UDINE. La città dice addio all’insegna dell’osteria Al Pappagallo dopo quasi trent’anni di attività. Una vita trascorsa dietro al bancone per la famiglia Perna, prima in via Cortazzis, dal 1996 al 2013, poi in piazzale Cella.
Mercoledì 31 maggio sarà l’ultimo giorno della gestione di Massimiliano Perna, che ha venduto il locale a imprenditori cinesi. Toccherà a loro ripartire con il mese di giugno, ma la storica insegna è probabile non venga riconfermata.
«Dispiace lasciare, questo lavoro è tutta la mia vita – ammette Perna – ma a un certo punto è necessario fare delle scelte. Ho 48 anni e sto dietro il banco da quando ne ho compiuti 18, subito dopo il diploma.
In questo momento ho bisogno di staccare, di dedicarmi alla mia famiglia e a mio figlio in particolare, di prendere del tempo per me».
Sabato Al Pappagallo in Cella ha organizzato una festa per salutare tutti i clienti e mercoledì sera Massimiliano si lascerà alle spalle per l’ultima volta la porta dell’osteria.
«In questi trent’anni la città è completamente cambiata, e a mio avviso non in meglio, ma di questo preferisco non parlare – afferma –. Nel corso della mia attività ho avuto modo di servire da bere a mezza Udine, prima a ridosso del centro storico, poi nella prima periferia. Il tipo di clientela è diverso, ma non ho mai avuto carenze di lavoro. Lascio perché ho voglia di cambiare vita».
Piazzale Cella è un luogo molto vivace sul fronte delle osterie, tanto che fino a qualche anno fa erano tre le storiche insegne che vi si affacciavano: da Pozzo, da Brando e Al Pappagallo. La prima a cedere è stata da Brando, seguita ora da Al Pappagallo.
«Cella è il luogo delle osterie e non solo, visto che ci sono otto bar in questa parte di città – racconta Massimiliano –. Il quartiere è vivo specialmente durante la settimana, dal lunedì al venerdì. Il sabato e la domenica è più tranquillo, a parte quando ci sono le partite dell’Udinese e si torna a lavorare bene».
Perna non vuole sentir parlare di futuro, ha solo voglia di staccare la spina: «Non posso certamente andare in pensione, ho tempo di inventarmi altro prima di smettere di lavorare. Per ora mi dedicheràò alla famiglia».
Oltre a Perna, da mercoledì concluderanno il proprio servizio anche i suoi tre collaboratori. «Li ho avvisati per tempo e sono già riusciti a trovare altro», assicura l’oste, che nel suo passato ha anche esperienze di gestione del circolo ufficiali di via Aquileia e dei campeggi di Jesolo e Grado.
«Purtroppo noto che le nuove generazioni restano lontano dal lavoro di osteria. Per questo è più semplice coinvolgere gli stranieri.
È un mestiere che richiede sacrifici: stare dietro al bancone anche dieci ore al giorno, essere sempre pronti a correre in caso di necessità, lavorare il sabato e la domenica.
I nostri ragazzi – dice con rammarico – sono meno disposti ad accettare un’attività di questo tipo».
L’auspicio dei clienti più fedeli dell’osteria Al Pappagallo in Cella è che dopo un periodo di riposo, a Massimiliano torni la voglia di ricominciare. Magari in un’altra parte di città.