Ogni anno in regione 25 mila anziani truffati, ecco come difendersi
Ogni anno in Friuli Venezia Giulia quasi 25 mila anziani vengono raggirate dai malintenzionati. Quasi l’8 per cento degli ultra sessantacinquenni ha subito una truffa.
In regione almeno 35 mila persone si sentono seriamente minacciate da coloro che, con una scusa, entrano nelle loro case e le convincono a consegnare ori o denaro contante. O a sottoscrivere contratti fasulli.
Siamo sul pianeta anziani, quello più esposto ai raggiri da parte di gente senza scrupoli. L’Anap, l’associazione dei pensionati artigiani di Confartigianato Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il gruppo di Trieste, guidato da Giuseppe Spartà, ha avviato una campagna di sensibilizzazione attraverso il vademecum “Più sicuri insieme” presentato, lunedì 29 maggio, a Trieste.
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«Difendere gli anziani è un obiettivo cardine per la nostra società, rappresenta la parte più fragile della popolazione che più facilmente, soprattutto in tema di nuove tecnologie, può essere soggetta a truffe e raggiri» assicura l’assessore regionale ai sistemi informativi, Sebastiano Callari, prima di aggiungere: «Abbiamo il dovere di sostenere iniziative come questa, che pongono al centro la sicurezza.
Il crimine compiuto contro gli anziani – ha detto l'assessore – assume un aspetto odioso, perché colpisce chi ha meno strumenti di difesa e percepisce, a causa dell'età, la sicurezza come un ambito della qualità della vita più difficile da conservare».
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- Le truffe
I truffatori sono davvero dietro l’angolo. Spesso bloccano gli anziani mentre vanno a ritirare la pensione agli uffici postali o a prelevare del contante al bancomat nella banca del paese.
Si presentano con una scusa, alle volte raggiungono le “predi” in sella a una bicicletta o a bordo di un’utilitaria, altre volte fingono di passeggiare e con una scusa studiata nei minimi particolari, riescono a sottrarre denaro e oggetti di valore agli anziani.
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«Quella della prevenzione e della difesa dalle truffe perpetrate verso le persone anziane è una battaglia che si combatte insieme» ha sottolineato il presidente di Anap, Pierino Chiandussi, rivolgendosi ai rappresentanti delle istituzioni pubbliche ed ecclesiali presenti in sala.
Da qui la raccomandazione: «Denunciate sempre, non vergognatevi a farlo». L’iniziativa si inserisce nella campagna per la sicurezza degli anziani promossa, a livello nazionale, da Anap-Confartigianato in collaborazione con il ministero dell’Interno e le forze di Polizia.
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- I numeri
Le persone sole e quelle psicologicamente sono quelle più a rischio truffa. L’Anap ha elaborato il progetto dopo aver analizzato i risultati dell’indagine realizzata, nelle scorse settimane, da Eurispes, in collaborazione con il ministero dell’Interno, secondo la quale il 10,8 per cento delle persone con più di 65 anni si sente seriamente minacciata da possibili truffe, mentre il 47,3 per cento degli anziani ritiene di poter essere truffato.
Applicando queste percentuali, Chiandussi non ha mancato di rilevare che «su scala regionale, si può stimare che 152 mila anziani siano almeno in parte consapevoli di essere esposti al rischio truffe e raggiri e che quasi 35 mila persone si sentono significativamente minacciate». Sono numeri rilevanti che non possono essere trascurati.
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- I crimini
Il 7,9 per cento degli over sessantaquattrenni sostiene di aver subito una truffa. Alcuni sono stati tratti in inganno e hanno sottoscritto falsi contratti di vario genere, anche per l’acquisto di oggetti di cui non ne sentivano il bisogno.
Altri sono stati raggirati da chirocartomanti, oppure sono rimasti vittime di frodi finanziarie o da finte agenzie di viaggio. Questi sono solo alcuni dei reati più frequenti ai danni degli anziani dopo i furti in casa (12,3%), scippi e borseggi (8,7%).
«In Friuli Venezia Giulia – evidenzia Chiandussi – la stima annuale parla di 25 mila persone raggirate». Tra gli anziani, invece, rispetto alle persone più giovani con un’età che oscilla tra 25 e 34 anni, cala il timore di finire nel mirino dei ladri delle identità personali, questo rischio viene percepito solo dal 5,8 per cento della popolazione anziana, mentre la stessa percentuale sale al 26.6 per cento tra i più giovani.
«In regione – sono sempre le parole di Chiandussi – quasi 123 anziani sono consapevoli di poter subire questo genere di reato anche se meno di 19 mila l’avvertono come una minaccia significativa».
Il dato che accomuna le truffe “tradizionali” e quelle “digitali” è quello dei reati con il maggiore aumento di pericolosità percepita, avvertito in tutte le classi di età, rispetto al passato, interessa rispettivamente il 53,5 e il 56,2% della popolazione.
- Le buone pratiche
L’elenco delle buone pratiche è lungo, prima regola tra tutte resta quella di non dare ascolto agli sconosciuti e di non aprire la porta a sedicenti funzionari o ispettori dell’Inps o dell’Azienda sanitaria che non si avvolgono di addetti domiciliari.
Agli anziani viene raccomandato di non pagare bollette o eseguire rimborsi per servizi pubblici e utenze a persone che si presentano senza preavviso, allo stesso modo viene raccomandato di non fornire informazioni a sconosciuti anche su chat digitali.
- Forze dell’ordine: occhio a divise e tesserini
Prima di decidere se aprire o meno la propria porta di casa a chi si presenta come rappresentante delle Forze dell'ordine è opportuno controllare se in strada è stata parcheggiata la vettura di servizio, osservare, per quanto possibile, i particolari della divisa e degli accessori indossati dalle persone che si qualificano come poliziotti o carabinieri, controllare con cura il tesserino di riconoscimento e capire bene il motivo della visita.
Eventuali malintenzionati potrebbero utilizzare alcune scuse per entrare all'interno delle abitazioni, spesso chiedono di controllare che il tuo appartamento non sia stato visitato dai ladri, come successo in case vicine, di poter cercare eventuali ladri che si aggirino nelle vicinanze o perché visti entrare nell'androne del palazzo, di verificare le banconote tenute in casa o prelevate in banca o all'ufficio postale.
- I malintenzionati: attenzione ai loro comportamenti
I truffatori possono essere uomini o donne di qualunque età, se operano in borghese generalmente vestono abiti eleganti. Se, invece, indossano finte divise presentano incompletezze e contraffazioni facilmente individuabili. In entrambi i casi possono esibire finti tesserini di riconoscimento.
Di norma, i truffatori usano modi gentili ma decisi, sono molto bravi a parlare, si mostrano colti ed esperti nei campi di loro interesse, spesso cercano di disorientare la vittima con un fiume di parole.
Potrebbero conoscere il nome e cognome della persona che vogliono truffare o fingere, con frasi semplici e brevi, di conoscere figli, mariti, mogli, nipoti o altri parenti. Possono operare da soli o con uno o più complici per dividersi i compiti e presentarsi con una persona che vuole offrire aiuto, ma in realtà è un loro complice.
- Prelievi di denaro: recatevi agli sportelli accompagnati
Molti anziani continuano a recarsi in banca o all'ufficio postale per prelevare soldi contanti anche se si stanno sempre più diffondendo i pagamenti attraverso bonifici, bancomat e carte di credito.
Per rendere il prelievo di contante completamente sicuro basta seguire alcuni piccoli accorgimenti. All'uscita della banca o dell'ufficio postale, è opportuno non fermarsi con sconosciuti, camminare sul lato più sicuro del marciapiede, quello più lontano dalla strada, così da evitare di facilitare possibili scippatori a bordo di motociclette o automobili, e se succede è opportuno lasciare la presa della borsa per evitare di essere trascinati a terra, riportando ferite anche gravi.
Considerato che il prelievo di denaro può attirare l’attenzione anche all’interno delle filiali, è consigliabile effettuare l'operazione assieme a un accompagnatore di fiducia.
- Falsi controllori: si presentano con pratiche inesistenti
Gli enti socio-assistenziali come l'Inps o l'Inail non impiegano personale per fare telefonate o visite a domicilio per accertamenti o per ragioni amministrative. Lo stesso vale per le Aziende sanitarie con la sola eccezione delle visite speciaIistiche domiciIiari, che però vengono richieste dal medico di base, concordate con l'ufficio competente e preannunciate in modo inequivocabile al paziente.
Non aprite mai la porta e non date ascolto a coloro che si spacciano per funzionari o ispettori dell'Inps o dell’Azienda sanitaria di appartenenza con la scusa di fare accertamenti o confermare esenzione di ticket, rimborsi o arretrati, spesso presentando finte pratiche e richieste di denaro per chiudere le procedure in corso. Fate attenzione anche se vi chiedono di controllare i vostri documenti.
- Aziende di servizio: nessun tecnico a domicilio
Nessuna azienda di fornitura di servizi manda funzionari nelle casa degli utenti a riscuotere l'importo di bollette, nè a effettuare controlli per eseguire rimborsi. Le visite dei tecnici delle aziende di gas e acqua vengono comunicate all'utente specificando l'ora e il giorno della visita, oltre i motivi per cui si rende necessario l'intervento.
Nella comunicazione le stesse aziende chiariscono anche le modalità in cui avverrà la visita. Nel caso di visita sospetta è opportuno invitare il presunto tecnico a ripresentarsi con l'amministratore di condominio, annunciando l'imminente arrivo di un parente. Non aprite mai la porta a sconosciuti o a chi si qualifica come controllore senza esibire il tesserino di riconoscimento, documento questo che è sempre opportuno pretendere di vedere.
- Le insidie telefoniche: non rispondete a messaggi sospetti
Lo strumento più diffuso per mettere a segno le truffe attraverso il telefono o il pc è quello del trading online. Utilizzando telefonate, sms, o le piattaforme social, i truffatori possono contattare le persone per convincerle a fare investimenti vantaggiosi.
In questi casi va interrotta immediatamente la telefonata, va evitato di rispondere agli sms ricevuti, di cliccare sui link inviati, in questi caso va bloccato il numero telefonico.
Per evitare le insidie telefoniche è opportuno custodire il proprio numero di telefono comunicandolo solo a persone fidate, scegliere una password complessa per sbloccare il dispositivo, evitare di fornire informazioni personali nelle chat poiché non è possibile verificare la se quanto sostiene l’interlocutore corrisponde a verità. È consigliato anche di non richiamare numeri di telefono sconosciuti.