Il Piano Tari approda in Consiglio comunale a Gorizia, bollette più care del 5%
GORIZIA. Già il titolo della delibera dice tutto. Si parla di «presa d’atto» del Piano economico finanziario (Pef) validato dall’Ausir, l’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti. In sostanza il Consiglio comunale, nella seduta odierna che inizierà alle 16, sarà chiamato a dare il via libera alla Tari, la tariffa rifiuti, per l’anno 2023. Presa d’atto, dicevamo. Come a dire: questo è lo scenario e questo devi (o dovresti) approvare. Con i goriziani alle prese con nuovi aumenti. Purtroppo.
La commissione al bilancio
Poteva andare anche peggio, sottolinea Lucio Beltrame, assessore comunale al Bilancio che illustrerà, in aula, la delibera. «C’è stata anche un’approfondita seduta della Commissione consiliare al bilancio in cui hanno partecipato l’amministratore unico di Isontina Ambiente Giulio Severo Tavella e il direttore della medesima società Giuliano Sponton. I vertici hanno spiegato che, lo scorso anno, l’aumento si attestò sull’1,1%. Quest’anno, invece, il rincaro (parliamo di media ponderata) sarà del 5 per cento. Non dobbiamo dimenticare, e questo sia Tavella sia Sponton lo hanno rimarcato durante i lavori della Commissione, che l’inflazione è salita di oltre l’8 per cento: pertanto, i costi sono stati contenuti».
Alla fine, tirando una riga, le utenze domestiche dovranno affrontare un rincaro del 6,56%, mentre le utenze non domestiche (tutto il resto, dalle attività economiche agli uffici, all’ospedale) conosceranno un rincaro medio pari al 4,66 per cento. Va sempre ripetuto che si tratta di aumenti medi.
Facile prevedere che il dibattito in Consiglio sarà particolarmente approfondito su questo tema, anche perché parliamo di aumenti e ciò non costituisce certamente una buona notizia per i cittadini, già alle prese con il rincaro delle bollette energetiche e l’inflazione galoppante.
Il dibattito in aula e i costi del servizio
Si inizierà alle 16 ma, prima, ci saranno le eventuali comunicazioni del sindaco e la discussione sul progetto preliminare (con contestuale adozione della variante urbanistica) relativo al restyling del mercato all’ingrosso. Ma torniamo alla Tari. «Tecnicamente parlando, lo schema è questo: la Giunta propone al Consiglio la delibera che è validata dall’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti – spiega l’assessore Beltrame –. Un commento sui contenuti del provvedimento? Non c’era spazio per fare diversamente». Secondo le risultanze del Piano economico finanziario trasmesso da Ausir l’ammontare complessivo del costo del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati previsto per l’anno 2023 è di 6.995.902 euro. L’importo totale dei proventi della tassa previsti per il medesimo anno ammonta a 6.814.430 euro «pari al costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti – spiega ancora l’assessore Beltrame – al netto del contributo Miur (27.883 euro), delle entrate comunali per accertamenti (24.498) e del contributo regionale per la discarica di Pecol dei Lupi (129.091), per la somma complessiva di 181.472 euro, come previsto dalla determina Arera 02/Drif/2021».
La ripartizione della spesa
Altro dato importante: la ripartizione dei costi del Pef (Piano economico finanziario), stabilita in base alla produzione dei rifiuti e indicatori, viene effettuata imputando gli stessi per il 34% alla quota fissa e il 66% alla quota variabile.
Attraverso la stessa delibera, che sarà discussa e messa ai voti questa sera in Consiglio comunale, si è deciso di confermare i contributi riconosciuti ai cittadini che conferiscono le frazioni differenziate di rifiuto nelle isole Conai di Lucinico, Piedimonte e Straccis stabiliti per l’anno 2022 «al fine di favorire – la sottolineatura fatta da Comune e Isa – una migliore qualità della raccolta differenziata, e per riconoscere all’utenza non domestica un maggior contributo per l’attività svolta».