Sparo accidentale al poligono: grave il colonnello Dibari, marito della viceministro Vannia Gava
PORDENONE. Il proiettile, sparato accidentalmente, lo ha centrato alla gamba destra, ferendolo in modo grave, mentre si stava esercitando nell’estrazione e tiro rapido con la pistola, al poligono di San Martino di campagna ad Aviano. Nonostante la serietà della ferita, dalla quale perdeva sangue copiosamente, il colonnello dei carabinieri Antonio Dibari, 57 anni, marito del viceministro Vannia Gava e capo dell’Ufficio Ordinamento, addestramento, informazione e operazioni al comando della Legione Friuli Venezia Giulia, è riuscito a mantenere calma e lucidità e ha diretto le operazioni del suo soccorso.
Era da solo in quella buca dell’ex cava Sartori, che ospita la scuola italiana di tiro pratico, associazione sportiva dilettantistica, quando alle 17 è partito il colpo. Un altro socio dalla buca vicina è accorso in suo aiuto, trovandolo a terra. Vista l’agitazione dei presenti, l’ufficiale dell’Arma ha preso in mano la situazione e si è fatto accompagnare all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Aviano.
L’emergenza, molto complessa, è stata gestita in tempi rapidissimi da un’équipe medica interdisciplinare: come un sol uomo hanno lavorato anestesisti rianimatori, radiologi, medici del laboratorio trasfusionale, chirurghi vascolari.
In poco più di un’ora dall’arrivo al pronto soccorso è stata arrestata l’emorragia, è stato trattato il dolore, è stata eseguita una complessa diagnostica radiologica in base alla quale è stata concordata la strategia terapeutica fra più équipes e attivata la sala operatoria con tutto il personale e l’attrezzatura. Una risposta resa possibile dallo staff altamente competente e motivato dell’ospedale.
Vannia Gava, rientrata a Sacile venerdì sera da Roma, si è precipitata dal marito. «Ci eravamo visti un attimo a pranzo e avremmo dovuto ritrovarci per cena – ha raccontato il viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica –. Sapevo che sarebbe andato al poligono, è la sua passione. Mi ha avvisato un amico comune. Ho preso l’auto e sono corsa all’ospedale di Pordenone».
Gava non ha nascosto che sono state ore di profonda angoscia per lei mentre il marito veniva sottoposto al delicato intervento chirurgico, che si è protratto fino alle 5.30. «È durato più di undici ore – ha raccontato Gava ieri mattina – sono ritornata a casa un’ora fa, quando è uscito dalla sala operatoria. La situazione è ancora molto complicata, è stata colpita un’arteria importante. Me lo hanno fatto vedere solo per pochi istanti, era ancora incosciente». È ritornata al capezzale del marito al suo risveglio. Dibari è fuori pericolo ed è ricoverato nel reparto di rianimazione e terapia intensiva di Pordenone, diretto da Tommaso Pellis. Sull’incidente la procura di Pordenone ha aperto un’indagine.—