Furti in abitazione a Trieste: da inizio anno 25 gli interventi della Questura
TRIESTE. Porte blindate, serrature di ultima generazione, vetri antisfondamento alle finestre, videocamere, allarmi, casseforti. I triestini, anche nel caso non dispongano di beni di elevato valore, cercano di proteggere la loro abitazione dai furti. Perché rientrare a casa e trovare tutto sottosopra, con oggetti magari di valore affettivo spariti, è sempre un trauma. Dall’inizio dell’anno la Questura di Trieste ha effettuato 25 interventi per furto nelle abitazioni, proprio venerdì scorso ad esempio per un colpo messo a segno in via Botticelli. In tutto il 2022 ne aveva registrati 54 (a questi vanno sommati i casi in cui a intervenire sono stati i Carabinieri). Nella maggior parte dei casi le abitazioni non erano dotate di porta blindata. Nel 2022 la zona più presa di mira è stata quella attorno all’ospedale Maggiore.
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«Il numero dei furti è in linea con quello dello scorso anno, e i dati vengono costantemente analizzati, così come viene fatto anche dai colleghi dell’Arma – precisa il questore Pietro Ostuni –, e quando ravvisiamo un maggior numero di furti in una zona, rafforziamo la vigilanza in quelle vie, senza ovviamente trascurare il resto del territorio».
I ladri sono ormai diventati abilissimi. Per le bande più specializzate non ci sono serrature che tengano, anche se per smontare quelle di ultima generazione (serratura per porta blindata a cilindro europeo classe 6 con sistema a trappola) hanno bisogno di molto tempo e di fare molto rumore. La Questura distingue i ladri in quattro categorie. Quelli occasionali, che individuano in maniera estemporanea l’abitazione da derubare. Seguono i “topi d’appartamento”, che si dedicano in maniera costante al furto, con grande abilità nell’aprire porte e cancelli. I ladri acrobati, invece, sono specializzati nell’arrampicarsi sulle facciate approfittando di balconi e grondaie.
Entrano da finestre o portefinestre che scardinano con trapani e ganci. Infine ci sono le bande organizzate, con un grado molto elevato di specializzazione. «In questo caso i malviventi – spiega il dirigente dell’Ufficio prevenzione generale, Sebastiano Maione – provengono da fuori regione, anche dall’estero, e si appoggiano a basisti. Individuano gli obiettivi, studiano le abitudini delle vittime, effettuano sopralluoghi, mettono a punto di volta in volta la strategia. Disattivano impianti di allarme, smurano e aprono casseforti».
Le abitazioni più a rischio sono quelle isolate o in grandi condomini con attività aperte al pubblico, uffici, dove c’è maggior passaggio. La Questura, per ridurre l’incidenza dei furti, raccomanda per prima cosa di chiudere la porta a più mandate. Se è possibile, è bene dotarsi di porta blindata, serratura di ultima generazione, di inferriate alle finestre se si abita ai piani bassi. Per elevare ulteriormente il livello di sicurezza si può ricorrere a sistemi di videosorveglianza, impianti d’allarme e cassaforte. Chi deve difendere un patrimonio importante può appoggiarsi a un istituto di vigilanza.
I ladri mirano a mettere a segno il colpo quando i proprietari sono assenti. Quindi è bene anche adottare semplici abitudini. Come quella di svuotare la cassetta delle lettere, o di farlo fare a un parente o a un vicino di fiducia nel caso di una prolungata assenza da casa: la cassetta piena, infatti, rivela che è disabitata da un po’. E ancora: se lo zerbino davanti alla porta, sollevato per le pulizie, non viene rimesso a posto, il ladro potrebbe cogliere un ulteriore indizio di assenza. Va poi sfatata la leggenda che, assentandosi da casa, sia meglio lasciare dei contanti ben in vista “così prendono quelli e non fanno danni”. «Non funziona così – assicurano dalla Questura –: metterebbero comunque a soqquadro la casa».
Tenendo conto che i malviventi cercano di carpire più informazioni possibili sulla famiglia presa di mira, «è bene fare un uso attento dei social media, limitando le informazioni su spostamenti e abitudini – consiglia il questore Ostuni –: se pubblichiamo una foto dell’intera famiglia in una località di vacanza, corriamo il rischio di fornire ai malviventi il “via libera”». La Questura invita a segnalare, anche in fase preventiva, ogni qual volta si notino situazioni sospette o anomale.