«I nostri 25 anni nel mondo che cambia»
Ivrea
Venticinque anni per la tecnologia sono un’era geologica. Proviamo a riavvolgere il nastro agli anni Novanta, immaginando quelli che erano i primi passi nell’e-commerce, le vetrine virtuali, i siti internet delle aziende, i canali web delle istituzioni, i primi tentativi di blog.
Realtà evolutesi velocemente, fino ad approdare a un modello sempre più mobile e digitalizzato imposto dalla pandemia in accelerazione imprevista, lo stesso che ha rivoluzionato per sempre abitudini d’acquisto e paradigmi professionali, tra remote working, delivery, Qr code, didattica a distanza, pagamenti digitali, e finendo per dare un carattere sempre più urgente a questioni come la sicurezza informatica e la privacy. Tutto questo Incomedia lo ha visto sotto i propri occhi e ne ha fatto, ancora una volta, terreno di sfida (professionale) per un futuro che è già presente. Un primo attuale traguardo, che poi si traduce in nuovi obiettivi per la software house di via Burolo, sono i 25 anni che Incomedia celebra proprio a maggio 2023. Fondata nel 1998 dai fratelli Federico e Stefano Ranfagni, soci amministratori di 51 e 49 anni (il primo si occupa della direzione commerciale, il secondo della direzione tecnica) l’occasione è giusta per tirare la riga sotto questo primo quarto di secolo che, tiene a rimarcare subito Federico, «abbiamo voluto festeggiare tutti insieme andando due giorni al mare: più che un team building una gita tipo quelle dei tempi della scuola».
Incomedia conta 15 addetti. Il suo mercato è trainato da un prodotto che l’ha lanciata agli inizi dei Duemila in Europa (Germania in particolare), Stati uniti, America Latina, Australia. Si chiama WebSite X5. Si tratta di una soluzione semplice tradotta in 19 lingue, grazie alla quale l’utente può creare da sé la propria vetrina virtuale. Da allora sono stati 650.000 i siti internet creati in 120 Paesi con la soluzione sviluppata a Ivrea; richieste da Pmi, negozi, liberi professionisti, artigiani, commercianti, associazioni, scuole. «È un traguardo molto significativo per noi – spiega Federico Ranfagni – fare 25 anni nel mondo dell’informatica non è cosa per tutti, dimostra una perseveranza e una continuità che ci riempiono di orgoglio».
Un mercato cambiato in due decadi e un lustro. «Negli ultimi 20 anni abbiamo creato un software che serve per creare siti web, blog, e-commerce. Se fino a 5 anni fa questo software veniva venduto in tutto il mondo nei negozi di informatica, adesso viene scaricato online dal nostro sito». Del resto oggi non avere una vetrina sul web è come non esistere. Rispetto ai primissimi tempi «a cercarci sono sempre le Pmi, ma in più abbiamo le piccolissime imprese, intese come artigiani, negozi, le associazioni e le realtà che devono fare un sito per motivi professionali». Un giro di boa importante negli anni 2005-2006, quando Incomedia si rende conto che il mercato italiano può starle stretto. In quei tempi, «consci delle potenzialità del nostro prodotto, avevamo deciso di rivolgerci anche all’estero. Da lì abbiamo cominciato a vendere sui principali mercati europei, infatti oggi l’80% delle vendite sono fatte all'estero». E l’effetto Covid? «Il Covid da un lato ha cambiato abitudini e mercato, con una forte spinta all’e-commerce, dall’altro ha portato ripercussioni nel senso che alcuni nostri piccoli clienti hanno chiuso i battenti e sono stati sostituiti da altri». Una tipologia di cliente che non vi aspettavate? «Le associazioni sportive, e questo accade soprattutto per la Germania». Viene da chiedersi se il Canavese sia consapevole di quanto all’avanguardia sia il settore dell’Ict con le sue aziende presenti sul territorio. «Credo di sì, qui abbiamo vere eccellenze e collaboriamo bene tra di noi, ci sono belle realtà che fanno soluzioni dal punto di vista tecnologico molto innovative, forse si potrebbe fare di più e meglio per comunicarlo». Ma dietro un’azienda di successo ci sono prima di tutto le persone. E infatti «vorrei ringraziare la nostra squadra e tutti quelli che in questi 25 anni ci hanno sostenuto, anche coloro che hanno condiviso solo un pezzo di strada con noi. I risultati sono la somma del contributo di tutti, dal primo all’ultimo arrivato».