L’olio di Settimo Vittone arriva dal passato Il Molino Lingarda è frantoio di comunità
Settimo Vittone
La diffusione e la produzione sono in aumento e così il Circolo Molino Lingarda, frantoio di comunità di Settimo Vittone, tra i 6 del Piemonte, si impone sempre più come luogo ideale per la spremitura delle olive e la produzione di olio lavorato a freddo.
Nel 2010 il mulino si è trasformato in frantoio comunale, dotato di macchine per la spremitura a freddo, per una lavorazione che sta costantemente al di sotto dei 28 gradi di temperatura. A raccontare i dettagli del Circolo, che raccoglie le olive di parte del Canavese, della Bassa Valle d’Aosta e di altri produttori del Piemonte, è il vicepresidente Daniele Calzavara, nel direttivo con il presidente Giuseppe Pusceddu, il segretario tesoriere Luca Bellina e i consiglieri Enrico Groccia e Pietro Menaldino. A loro, per lavorare alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio, si uniscono familiari e amici. «Nella stagione 2022-2023 abbiamo raccolto 60 tonnellate di olive e prodotto 8.200 litri di olio, contro i 100 quintali di olive raccolte e i 1.310 litri quintali di olio prodotto nei primi anni, oltre il 500% in 10 anni - spiega il vicepresidente. - La resa è stata più alta, probabilmente a causa della siccità prolungata, e la campagna olearia, dal 2012 in cui abbiamo cominciato, è effettivamente in crescendo. Abbiamo conferitori che vengono a spremere le loro olive qui da tutto il Piemonte e dalla Valle d’Aosta: nel 2012 erano 28, nel 2022 sono stati 191. È particolare, inoltre, che la nostra stagionalità si alterni con quella del Sud Italia: nel 2022 noi abbiamo avuto più olive e la diffusione dell’ulivo nella nostra zona è in costante aumento».
La tradizione dell’ulivo in Valle d’Aosta affonda le sue radici nell’antichità: «Anche se verrebbe da pensare che questo tipo di coltivazione non sia autoctona del luogo, a causa delle latitudini e della temperatura, in realtà non è così - racconta Calzavara. - Un documento del 530 dopo Cristo della diocesi di Aosta attesta che l’ulivo era già presente in quest’area, che rappresentava a quel tempo l’unica porta verso l’Europa e una zona di traffico intenso per i Romani, anche per il commercio dell’olio. Ad oggi la coltivazione delle olive procede bene, il microclima è ideale, e si teme che possa soppiantare la vite. Senza che questo accada, ovviamente, è un’eccellenza su cui puntare per promuovere il territorio».
La stagione è breve, con la raccolta che va da fine settembre e ottobre a metà dicembre, ma il risultato è ottimo: «Nel 2018 il nostro olio ha vinto anche un primo premio in Puglia per la sua qualità e, secondo le analisi che abbiamo fatto fare, è simile a quello che viene prodotto sul lago di Garda, con un’acidità molto bassa. Il nostro olio, che vendiamo soltanto in occasione della fiera che cade ogni anno la Domenica delle Palme, viene venduto a 8 euro il quarto di litro e il ricavato serve alla manutenzione della macchina per la spremitura - commenta il vicepresidente. - Tutti i fondi ricavato dall’associazione vengono reinvestiti nel frantoio. Se il prezzo sembra alto bisogna sapere, però, che l’olio è un prodotto facilmente sofisticabile, che è sempre non filtrato, che il colore non è indicativo e che quello di qualità non può avere un prezzo basso, soprattutto se si conta il confezionamento».
Il lavoro del Circolo Molino Lingarda, struttura dedicata a Vito Groccia, storico consigliere del paese che aveva ideato il frantoio di comunità, che oggi svolge funzione didattica mostrando ai giovani delle scuole la lavorazione delle olive, è tutto certificato e in continua espansione: «Era stato Vito a fare alcune talee della pianta madre di ulivo, che si dica sia arrivata dal Portogallo grazie a un migrante. La qualità, che abbiamo soprannominato Don Vito, è stata riprodotta da un vivaio toscano in 200 piante numerate, poi “adottate” dal territorio tramite un’iniziativa comunale. Ed era sempre Vito ad aver voluto dotare il frantoio di vetri per mostrare la lavorazione delle olive e la produzione dell’olio: in questo modo possiamo anche fare didattica e sono molte le scuole che vengono a trovarci. Oltre a quelle del paese abbiamo avuto in visita anche studenti di Piverone ed Aosta» concludono dal Circolo.