«Nuovo ospedale di Ivrea, scegliere un sito esente dal rischio allagamenti»
Ivrea
Per la scelta del sito più adatto al nuovo ospedale di Ivrea Coldiretti Torino chiede che si tenga conto del rischio idrogeologico, del consumo di suolo agricolo oltre che della facilità di accesso. Coldiretti Torino conferma, quindi, la richiesta di escludere l’area Ribes di Pavone Canavese dalle aree tra cui scegliere l’area di realizzazione del nuovo ospedale di Ivrea. «Dei tre siti selezionati – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici - l’area di Pavone è quella esposta al consumo di suolo agricolo e, soprattutto, al rischio idraulico, come sanno bene amministratori e agricoltori. Al contrario, le aree ex industriali Palazzo Uffici Olivetti e Montefibre sono indenni da rischi idrogeologici e soprattutto sono spazi dove non c’è agricoltura. Inoltre, da cittadini del territorio, aggiungiamo che sono inserite in zone più accessibili per i residenti di Ivrea e del territorio eporediese».
L’alluvione del 2000
Per Coldiretti sarebbe un errore ripetere gli sbagli del passato, quando in Canavese sono state cementificati territori poi coinvolti in gravi dissesti o in eventi alluvionali. «La recente tragedia della Romagna alluvionata ha fatto venire in mente agli agricoltori l’alluvione del 15 ottobre 2000 - prosegue Mecca Cici - quando il nodo idraulico di Ivrea ha rivelato tutta la sua instabilità idraulica con l’allagamento di vastissime aree di terreni agricoli. Per questo nella scelta del nuovo sito per l’ospedale di Ivrea si deve tenere conto dalla sicurezza idrogeologica. Sembra scontato ma nel dibattito a cui stiamo assistendo sembra che questa sia una questione secondaria».
«La decisione sul luogo dove costruire il nuovo nosocomio eporediese deve essere presa considerando anche l’importanza di preservare al massimo la preziosa capacità del Canavese di produrre cibo di qualità - conclude il presidente di Coldiretti Torino -. Il comparto agricolo è per l’Eporediese un settore economico strategico che innesca filiere agroalimentari che oggi generano valore secondo soltanto all’industria elettronica e manifatturiera e che rappresentano bacini occupazionali importanti per un territorio che ha vissuto una preoccupante deindustrializzazione. Trattare i campi coltivati come semplici superfici facili da espropriare sarebbe un grave errore strategico».
Il Comitato per l’ospedale
E sulla localizzazione del nuovo ospedale interviene anche il Comitato per l’ospedale di Ivrea e Canavese. «A rafforzamento della voce istituzionale dei sindaci, il Comitato per l’ospedale di Ivrea e Canavese, sottolinea la lunga attesa della risposta da parte della Regione sulla questione idoneità e scelta del sito. Intoppi ed imprevisti esterni hanno sicuramente impedito una decisione serena ed immediata, ma crediamo che ora sia giunto il tempo di fare dichiarazioni».
Il Comitato, come osservatorio della realtà sanitario/ospedaliera, vuole inoltre porre l’accento sul mantenimento e miglioramento dello stato di efficienza del nostro attuale ospedale. «Dove, primari capaci e dedicati, che hanno il governo dei reparti, cercano insieme al loro team di pianificare al meglio i processi organizzativi ospedalieri, avvalendosi oltre che delle risorse umane anche di nuove tecnologie. A questo proposito avanti subito con le procedure per l’installazione e l’uso della risonanza magnetica, promessa da troppi anni».