Dalle scrivanie al campo: in 200 a Trieste per il torneo delle scuole di management
TRIESTE Stanno mettendo da parte per due giorni scrivanie, computer, mouse, smartphone e abiti borghesi per indossare con orgoglio la casacca dell’istituto che frequentano o hanno frequentato e calcare così un campo da calcio per competere con i colleghi di altre città, in un contesto goliardico dove il rispetto per l’avversario e gli arbitri,nel più puro spirito sportivo, costituisce il principio ispiratore.
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Sono gli allievi e i manager protagonisti fra ieri e oggi, nell’impianto della Trieste Victory Academy di Borgo San Sergio, del prestigioso torneo di calcio per scuole di management. È la “Mba Football Cup”, la manifestazione che dal 2001 mette appunto in competizione fra loro le rappresentative calcistiche delle migliori scuole di alta formazione. Nato per favorire una maggiore integrazione sociale e culturale fra allievi ed ex allievi dei maggiori istituti di gestione aziendale d’Europa, la “Mba Football Cup” rappresenta un attesissimo appuntamento annuale al quale partecipano circa 200 persone fra giocatori, allenatori e tifosi. A contendersi l’ambita coppa sono come detto studenti ed ex studenti fra i 25 ed i 60 anni, tutti animati dalla passione per il calcio, ma anche desiderosi di stabilire nuovi rapporti di amicizia e di potenziale collaborazione professionale.
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Fra chi scende in campo non mancano neppure alcune giocatrici, specie nella squadra del Mib, che in questo caso ha avuto il merito - soprattutto per l’impegno del docente nonché direttore del programma “Origini” Stefano Pilotto - di portare per la prima volta a Trieste il torneo, giunto alla 20.ma edizione. Tutto ciò è stato reso possibile in virtù della collaborazione fra la stessa Mib Trieste School of Management e il Comune, con il sostegno di Federmanager e Associazione italiana dei Master in Direzione aziendale (Aimba).
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Sette le squadre in lizza: Bocconi Milano (campione in carica), Luiss Roma, Ipe Napoli, Bologna Business School, Politecnico Milano, Cuoa Vicenza e Mib Trieste.
In un contesto di questo tipo non poteva mancare la finalità benefica. I partecipanti infatti si autotassano per giocare e puntualmente, a ogni edizione, la generosità dei manager-giocatori supera il costo generale dell’organizzazione, con il risultato che ciò che rimane in cassa viene devoluto appunto in beneficenza.
«Quest’anno – annuncia Pilotto – abbiamo proposto di destinare la somma che rimarrà a disposizione, a fine torneo, alle popolazioni alluvionate della Romagna. Abbiamo fatto uno sforzo notevole per arrivare a ospitare questa manifestazione a Trieste – sottolinea – e siamo orgogliosi di quanto fatto».
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E sul campo a primeggiare è proprio lo spirito sportivo. «Perché le regole non scritte di questo torneo – precisa Mauro Santucci, figura insostituibile della manifestazione, organizzatore fin dalle primissime edizioni e dirigente della squadra del Politecnico di Milano Graduate School of Management – prevedono che con gli arbitri e gli avversari non si discute ma si scherza. È inoltre incentivata la partecipazione di calciatrici e di giocatori stranieri ed è fondamentale evidenziare in campo e non solo uno stile di comportamento impeccabile. L’entusiasmo di tutti coloro che nei 20 anni hanno partecipato o partecipano lo abbiamo anche trasferito in un libro che racconta la storia della manifestazione, intitolato “Manager nel pallone”». Nota di cronaca. Nella prima giornata il Mib ha pareggiato 1-1 con la Bocconi e perso 0-3 con la Luiss