Serbia, l’opposizione torna in piazza. Protesta davanti alla Tv pubblica
BELGRADO Neppure la pioggia e gli inviti al dialogo del presidente Vučić fermano a Belgrado la “Protesta contro la violenza”, che esprime però anche l’opposizione a governo e presidente.
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Protesta inscenata anche ieri nella capitale serba, con decine e decine di migliaia scesi di nuovo in strada: una risposta alla massa mobilitata il giorno prima dalle autorità al potere in sostegno a Vučić nel grande meeting “Serbia della speranza”. «Dimissioni, dimissioni», «Vučić, vattene», l’urlo della folla riunitasi per la quarta volta in un mese, sempre intorno alle 18, davanti al Parlamento. «Io sono una di quelle che ha rifiutato di andare al raduno di Vučić», ha arringato Ranka Kasiković, impiegata nel settore sanitario pubblico, in scia alle accuse dei tanti secondo i quali il raduno di Vučić sarebbe stato così partecipato anche per le pressioni esercitate sui colletti bianchi serbi e sulla popolazione della provincia.
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Le richieste lanciate con le proteste rimangono identiche. Tra esse, un repulisti nelle file della commissione di vigilanza sui media elettronici, stop a propagandare intolleranza e disinformazione dai tabloid e da Tv private vicine al governo, dimissioni di ministro degli Interni e capo dei servizi.
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Ieri (sabato 27 maggio) è stata presa di mira Rts, la Tv pubblica, accusata di essere voce del potere e di silenziare opposizione e dissenso. Il corteo si è poi diretto verso la sede della Tv, di fatto circondandola. A protesta chiusa, qualche tensione davanti al Parlamento e a Rts, dove alcuni giovani - provocatori, secondo gli organizzatori - hanno tentato di entrare, bloccati dal servizio d'ordine.