Asta solidale: i quadri della Seghizzi venduti a favore dell’Aism
Resteranno in un certo senso “in famiglia” molte delle 24 opere pittoriche che la professoressa Cecilia Seghizzi decise di destinare al sostegno della sede goriziana dell’Associazione italiana sclerosi multipla. Già, perché a recitare la parte del leone nell’asta benefica che (come da volontà testamentaria della compositrice ed artista) nella sede dell’associazione Nuovo Lavoro ha avuto per protagonisti i quadri è stato proprio il presidente dell’associazione corale “Seghizzi”, Roberto Madotto. Il più deciso nei rilanci, seduto in prima fila accanto a Francesco Mastroianni, si è portato a casa per conto dell’associazione quasi una decina di dipinti, in alcuni casi al termine di accese sfide a colpi di offerte con altri dei nove partecipanti. Ma poco importa in fondo chi si sia aggiudicato questo o quel quadro: ben più importante è che il ricavato della loro vendita (l’opera meno costosa è stata acquistata per 40 euro, le più interessanti sono state battute oltre i 150) servirà a contribuire all’acquisto di un nuovo mezzo per il trasporto delle persone con disabilità. La priorità in cima alla lista dell’Aism di Gorizia, come aveva spiegato al Piccolo il presidente Fulvio Sartori, che si era detto piacevolmente sorpreso del gesto di Cecilia Seghizzi nei confronti della sua associazione, e che ieri ha assistito all’asta in via Rastello.
Il momento non ha avuto l’atmosfera e le ritualità ingessate tipiche di eventi simili, ma si è svolto in un clima piuttosto rilassato e informale, al quale ha contribuito la verve del battitore Giorgio Rossi tra un commento critico e una battuta di spirito. Apprezzati, più di altri, sono stati i quadri con il mare per soggetto, ora ritratto in pieno inverno con una laguna gelata, ora immaginato più burrascoso. E poi nature morte, paesaggi sereni, fiori (una donna ha offerto 155 euro per l’opera “Fiori colorati”) e un’unica figura umana, con il pastello su tela “Sguardo di donna” che ha stregato un uomo. Farà bella mostra di sé sulle pareti della sua casa, mentre le opere rimaste invendute potranno essere valutate ed acquistate ancora per qualche tempo, con il ricavato sempre destinato a favore dell’Aism. —
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