Il caso degli immobili acquistati da Bini. Pd e Patto: «L’assessore faccia chiarezza in Aula»
L’opposizione va all’attacco contro l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini e contro la giunta regionale, cui si chiede di «fare immediatamente luce» sulla vicenda immobiliare che riguarda l’esponente dell’esecutivo Fvg, emersa in questi giorni: Bini risulta aver acquistato, in subentro a un leasing, tre unità immobiliari in via San Francesco 9 a Trieste da Mediocredito, nel maggio del 2022, quando l’assessore era membro dell’esecutivo regionale (lo era nel Fedriga I e lo è nel Fedriga II) e quando ancora la banca era controllata dalla Regione al 47%.
Ieri Pd e Patto per l’Autonomia sono andati in pressing dichiarando che attiveranno «tutti gli strumenti a disposizione del Consiglio regionale affinché chiarezza sia fatta», a partire, come annunciato dal capogruppo dem Diego Moretti, dal «deposito di una mozione di censura nei confronti di Bini». Assessore che, secondo l’autonomista Massimo Moretuzzo, «deve chiarire in Aula i termini» di una vicenda che «pone una serie di questioni di opportunità». Le minoranze infilano una dietro l’altra delle domande precise all’assessore, alla giunta e al governatore Fedriga, chiedendo risposte. Risposte che per ora non sono arrivate, perché nessun componente della giunta ieri ha rilasciato dichiarazioni. Rimangono per ora solo le prime reazioni di Bini (anche imprenditore e fondatore della società di servizi Euro&Promos) che venerdì aveva rigettato ogni possibile accusa a suo carico sostenendo di «aver agito nel massimo rispetto della legge e della trasparenza».
Ma, come detto, alle opposizioni non basta. Per Moretti si tratta di una «vicenda inquietante e inaccettabile dal punto di vista etico, morale e politico. La giunta Fedriga inizia la legislatura con un caso dalle tinte oscure. Ci chiediamo: come faceva l’assessore a essere a conoscenza del fatto che la banca dovesse chiudere un leasing deteriorato sulle tre unità immobiliari che poi ha acquistato? Sarebbe interessante conoscere gli atti approvati dal cda di Mediocredito rispetto all’autorizzazione alla vendita degli immobili». Moretti domanda poi: «Il presidente della Regione e l’assessore alle Finanze, cui compete la vigilanza sulle partecipate, erano a conoscenza di quanto faceva l’assessore Bini in questo contesto? In attesa che la giunta chiarisca, riteniamo comunque inaccettabile che un assessore regionale acquisti un immobile da una società partecipata dalla Regione». Linea condivisa da un altro consigliere regionale dem, Francesco Martines, che parla di «tema di opportunità politica» perché «quando si assumono incarichi pubblici la prima cosa è quella di avere comportamenti trasparenti. Fedriga pensi se tenere in giunta un assessore come Bini possa dare lustro alla propria compagine governativa o se ciò non possa creare dubbi sull’azione dell’intera giunta regionale nei prossimi cinque anni». E se i dem triestini Caterina Conti, segretaria provinciale, e Luca Salvati, consigliere comunale,denunciano che «sono del tutto insoddisfacenti i richiami di Bini al rispetto della legge e della trasparenza», il capogruppo del Patto Moretuzzo chiede se «l’assessore Bini e il presidente Fedriga ritengono corretto che un esponente della giunta acquisti un bene immobiliare ceduto con trattativa privata da parte di un ente partecipato dalla stessa Regione. Quali erano i rapporti dell’assessore con Mediocredito nel periodo in cui questa trattativa si è svolta? Il presidente Fedriga era a conoscenza della trattativa?».