Via il verde in eccesso: ecco il progetto pilota contro gli incendi in Carso
TRIESTE Dalla pulizia di alcune strade e piste forestali alla campagna di sensibilizzazione rivolta alla popolazione “Carso non arso”, fino all’aumento degli investimenti per i volontari antincendio boschivo, con 158 uomini e donne formati in più nel 2022, come spiega l’assessore regionale Riccardo Riccardi.
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È su questi fronti che si lavora per provare a prevenire e gestire al meglio eventuali roghi. Il caldo ha fatto infatti tornare alla mente i 34 devastanti incendi che lo scorso anno hanno bruciato 4 mila ettari di vegetazione in Fvg e Slovenia, tra luglio e agosto, complice calura e vento. Inevitabile chiedersi cosa è stato fatto sin qui in chiave preventiva.
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Il primo passo è la manutenzione e pulizia del verde, per consentire ai mezzi di addentrarsi nella fitta vegetazione e ai soccorritori di intervenire in tempi rapidi nelle immediate vicinanze dei roghi. Questo è stato uno dei problemi lo scorso anno, dopo decenni di abbandono che hanno trasformato diverse zone del Carso in una giungla, e frutto di vari fattori che vanno dalla mancanza di personale e risorse pubbliche sufficienti al disinteresse di alcuni proprietari, generazione dopo generazione, per fette di terra che un tempo erano pascoli (magari lo sono ancora dal punto di vista catastale), abbandonate e diventate boschi; da leggi nazionali che in molti considerano troppo stringenti in tema di manutenzione delle foreste, fino alla frammentazione fondiaria.
Il progetto
Partirà sul terreno entro giugno un progetto pilota che vede coinvolti insieme Regione, Comune di Duino Aurisina e locali Comunelle. Progetto che, spiega Rinaldo Comino, direttore del Servizio foreste e Corpo forestale della Regione, «ha l’obiettivo, dopo i roghi particolarmente gravi dello scorso anno, di iniziare a ridurre la quantità di biomassa (cespugli e alberi) ai bordi di alcune strade forestali. Ciò non vuol dire eliminare il bosco estirpandolo, ma tagliare delle piante per tutelare quello retrostante. Siamo partiti da un’analisi sulla nota complessità della natura fondiaria che caratterizza il Carso, per molti versi simile alla cerchia prealpina del Fvg, con molte piccole proprietà private frammentate.
Fattore di forza è invece la presenza delle Comunelle e in alcuni casi dei Comuni, oltre ad alcune aziende agricole; purtroppo molti terreni sono in stato di abbandono. Grazie all’iniziativa del Comune di Duino Aurisina e del suo territorio - spiega - abbiamo condiviso e programmato congiuntamente i primi interventi di riduzione della vegetazione attualmente eccessiva al bordo di alcune strade forestali che impediscono il transito dei mezzi antincendio boschivo. Parliamo di un progetto iniziale che prevede un intervento su circa 16 chilometri di viabilità. Stiamo attendendo gli ultimi nulla osta ambientali e paesaggistici e completando la formazione, anche ai fini della sicurezza con simulazioni di intervento in terreni di proprietà regionale del comprensorio goriziano-triestino, di tre operai qualificati assunti, con l’obiettivo di arrivare a cinque».
In futuro
Secondo Comino questo è un progetto pilota che la Regione ha ideato, curato e concretizzerà direttamente, con l’obiettivo di realizzarne nel tempo altri simili, uno per ogni Comune del Carso che dovesse dimostrare questo interesse. Ciò consentirà di creare uno schema operativo replicabile altrove, di “fare scuola”. «La modalità operativa futura e su larga scala - precisa - sarà invece diversa: stiamo creando un sistema di finanziamenti regionali, statali ed europei che faccia in modo che chi ha in gestione il territorio, sia pubblico o privato, possa procedere attivamente con questi interventi colturali, in sinergia con i primi interventi curati dalla Regione con proprio personale. In sostanza la Regione definisce le direttive tecniche sulla realizzazione degli interventi e attiverà un sistema adeguato di finanziamento per cui soggetti diversi potranno fare prevenzione, rendendo accessibili alcune strade oggi impenetrabili».
Pulizia anche lungo le linee ferroviarie
Un altro tema chiave è quello della pulizia del territorio in prossimità delle linee ferroviarie. In questo caso, come spiega l’assessore competente di Duino Aurisina Lorenzo Celic e lo stesso Comino, le competenze sono varie ma spetta in primis al gestore la manutenzione con interventi che proseguono nella costruzione di muretti di protezione e pulizia della vegetazione. «In questi mesi - precisa Rinaldo Comino - su questo e sul tema generale dell’antincendio boschivo stiamo lavorando in squadra come Regione e come Corpo forestale regionale assieme a Protezione civile regionale col mondo del volontariato, Vigili del fuoco e Rfi in modo tale che ognuno possa sempre più fare la propria parte in base ad adeguata formazione e rispettive competenze».
Previsioni e investimenti
Fatti i dovuti scongiuri, saremmo pronti a fronteggiare un’eventuale nuova emergenza? Spiega l’assessore Riccardi, con delega alla Protezione civile, che «abbiamo fatto investimenti senza precedenti sulla Protezione civile regionale, per 20 milioni di euro, e una quota consistente è stata dedicata all’antincendio boschivo». Riccardi ricorda il Piano dei finanziamenti 2022, linea antincendio boschivo, da 1.024.530 euro concessi a 118 Comuni; i finanziamenti concessi per garantire l’operatività dei nuovi gruppi comunali con specialità di Antincendio boschivo e dei nuovi volontari Aib appartenenti ai gruppi comunali di Protezione civile per 119 mila euro; i 192.690 euro ai gruppi comunali antincendio boschivo come contributo per l’acquisto di un kit completo Aib per ogni nuovo volontario formato nel 2022; i 122.416 euro di rimborso spese ai Comuni e dalle associazioni per l’emergenza incendi 2022. «Abbiamo aumentato la formazione - conclude Riccardi -: nel 2022 sono stati formati 158 volontari in più, che fanno salire il numero complessivo a 1.696, e ciò consentirà di aumentare la capacità operativa».