Il Pordenone gioca in contropiede: nuovo socio di minoranza ma servono sette milioni
PORDENONE. Nel mondo del calcio le riunioni fra quattro mura con numeri e lavagnette, al riparo da sguardi indiscreti, sono usuali.
Normalmente, però, si svolgono negli spogliatoi e i numeri sono quelli di maglia dei giocatori che stanno per entrare in campo.
Le lavagnette e le cifre usate ieri, invece, hanno riguardato bilanci e le riunioni, sempre al riparo da sguardi indiscreti, si sono svolte negli studi legali.
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Il 7, in particolare, ha avuto un senso. Non è una nuova ala destra ma il numero di milioni che si è calcolato come necessario trovare per arrivare a una duplice prospettiva: potersi iscrivere alla prossima stagione, in serie B o C che sia (la mera quota da versare si aggira sui 2,5 milioni), e riuscire a ottenere tempo per presentare un piano di rientro.
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La deadline, in entrambi i casi, è stata fissata per il 20 giugno. Quel giorno scadranno i termini per l’iscrizione alla stagione ventura e si terrà a palazzo di giustizia l’udienza decisiva per le sorti della società. Ieri il presidente Lovisa, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per il mancato versamento di una rata Iva da oltre 338 mila euro relativa all’anno fiscale 2019, ha concordato con gli avvocati Bruno e Antonio Malattia e Roberto Casucci le prossime mosse. Con loro anche il commercialista Gianpiero Porcaro.
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Nel riserbo è filtrato un particolare. Nei giorni scorsi alla compagine societaria si è aggiunto un esponente di minoranza, con una quota vicina al 5%: Marco La Rosa, imprenditore sanitario ex presidente del Trapani calcio e papà di Alessandro, laterale destro di difesa dell’organico a disposizione di mister Di Carlo.
Non è tanto il quantum del versato, in questo momento tutt’altro che decisivo, ma la speranza che questa sorta di biglietto di ingresso si tramuti presto in qualcosa di più influente. Per ora, tuttavia, resta una speranza.
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Quel che è certo è che, fra Pordenone a Roma, il pool che difende Lovisa, il Pordenone calcio e i sogni dei tifosi neroverdi, ha ripassato in rassegna i bilanci e sondato i possibili percorsi alla ricerca di nuovi capitali.
Qualcosa, in tal senso, si sta muovendo e ha preso corpo, nelle ultime ore, la possibilità teorica di coinvolgere nell’operazione di salvataggio un club importante, di serie A, che potrebbe rendere il Pordenone la propria seconda squadra. Fantasie? Strada percorribile? Anche questo lo si capirà a breve.
Intanto contano i numeri: 7, i milioni da trovare, e 25, i giorni che mancano al dentro o fuori. Non è un ambo al Lotto, anche se una botta di fortuna, in questo momento, servirebbe più che mai. —