Triestina calcio, c’è l’ok di Salvini, un dg di alto profilo che può rilanciare l’Unione
TRIESTE Il summit romano di mercoledì dovrebbe aver messo il primo tassello importante della nuova stagione. Il condizionale è solo relativo al fatto che manca l’atto formale o la comunicazione ufficiale ma nella sostanza Ernesto Salvini ha detto sì al progetto Triestina con l’incarico di direttore generale. Viste le sorprese sempre più frequenti nelle trattative nel mondo del calcio, fino a quando l’accordo non viene messo nero su bianco, ci può sempre essere un margine di ripensamento. Già mercoledì prossimo tuttavia il dirigente è atteso a Trieste segno che il rapporto è destinato a cominciare.
Nel frattempo il presidente Simone Giacomini incontrerà (probabilmente già venerdì l’attuale dg Giancarlo Romairone per proporgli una rescissione del contratto che lo lega alla Triestina fino al 2025. Anche questo sarà un passaggio importante in questa fase di avvio del nuovo percorso. Com’è importante che la società, al di là di quello che è o sarà l’assetto delle quote, si stia muovendo per tempo.
Una volta definito l’arrivo di Ernesto Salvini, dirigente di alto profilo che ha vissuto da protagonista per 14 anni l’ascesa del Frosinone nel calcio che conta (con tanto di nuovo stadio), il dg sceglierà la sua squadra. Potrebbe allocare a sè anche le deleghe di diesse (non svolte nell’esperienza di Frosinone) ma più probabile che affidi tale ruolo a un altro professionista. Escludendo Romairone, che ha quel profilo ma non gode più della fiducia del club, nell’organigramma dell’Unione c’è anche Simone Farina. Sarà comunque Salvini a decidere perché, visto il pedigree e la competenza, avrà chiesto ampi margini di manovra quelli che evidentemente non ha ricevuto ad Avellino dove sembrava ormai destinato e dove invece si sta accasando un altro dirigente super-esperto del calcio italico come Giorgio Perinetti.
Salvini avrà il compito di mettere a terra i progetti della proprietà (in relazione al budget a disposizione) curando l’aspetto organizzativo oltre a quello tecnico. Su questo fronte ci sarà da decidere chi siederà sulla panchina alabardata. Augusto Gentilini ha un contratto, piace alla piazza e anche a Giacomini (padre e figlio), si è già guadagnato un posto nella storia alabardata e meriterebbe di andare avanti. Le opportune valutazioni e le scelte conseguenti saranno fatte nelle prossime settimane dal nuovo management quando sarà operativo.
Diciamo che al momento la Triestina ha quasi un mese e mezzo di vantaggio nella programmazione rispetto a quanto successo nella scorsa estate determinata da un passaggio di proprietà a fine giugno. È un vantaggio non da poco e da capitalizzare.