Cacciati da un locale nel Napoletano, tornano e sparano: bambina in prognosi riservata. Feriti il padre e la madre. Fermato un 19enne
Stava mangiando un gelata la bimba di 10 anni ferita insieme al padre e alla madre da colpi di arma da fuoco nel Napoletano. È tutto avvenuto nella tarda serata di martedì in piazza Cattaneo a Sant’Anastasia. La famiglia era all’interno di un locale quando i componenti sono stati colpiti, probabilmente in modo accidentale, dai proiettili sparati da due sconosciuti. Il padre 43enne è stato ferito lievemente alla mano, la madre 35enne è stata ferita all’addome e la figlia di 10 anni, colpita alla testa è ora ricoverata all’ospedale pediatrico Santobono. Illeso – quasi per miracolo – il fratellino della piccola, 6 anni. Alcune persone mercoledì pomeriggio sono state portate nella caserma dei carabinieri per essere ascoltate. Uno di loro, un 19enne, è in stato di fermo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo, assieme a un’altra persona, la cui identificazione è ancora in corso, in sella a uno scooter, avrebbero esploso almeno dieci colpi di arma da fuoco nella piazza. Le armi utilizzate, un revolver e un mitra, sono state prima ostentate dai due giovani con atteggiamento aggressivo e poi utilizzate in un successivo passaggio in sella allo scooter sparando verso la piazza. L’identificazione del 19enne è stata possibile attraverso le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotte dai militari dell’Arma di Castello di Cisterna, attraverso l’acquisizione dei filmati di diverse telecamere presenti nell’area e con l’assunzione di alcune testimonianze, attività svolte con il supporto del Nucleo Investigativo e la partecipazione del pubblico ministero.
A seguito delle perquisizioni domiciliari effettuate nella notte, il giovane è risultato assente dalla sua abitazione, per poi consegnarsi ai carabinieri. La piccola, operata per estrarre un proiettile, è attualmente ricoverata in rianimazione, è in ventilazione artificiale e sedata. La prognosi è riservata perché come ha spiegato Giuseppe Cinalli, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Santobono-Pausilipon, che ha operato la piccola “occorrono almeno 72 ore per poter scongiurare complicanze”. Il proiettile “non è penetrato all’interno del cranio e questo è un fatto estremamente positivo”. Non destano preoccupazione le condizioni della mamma della piccola, colpita da un proiettile, riportando “una ferita superficiale della parete anteriore dell’addome che non ha leso organi interni”, ha fato sapere Patrizio Festa, responsabile del reparto Trauma Center del Cardarelli.
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