Il mondo del karate piange Salvatore Mileto, decano dei maestri a Trieste
TRIESTE Se n’è andato a 88 anni Salvatore Mileto, decano dei maestri di karate a Trieste e nel Fvg. Nato a Postumia nel ’35, dopo diverse esperienze fondò nel ’76 il Karate Club Trieste, società nella quale si sono formati centinaia fra atleti, tecnici e appassionati.
Prima del karate, che abbracciò nel ’67, Mileto fu anche campione di body building: nel ’59 diventò Mister Italia e nel ’61 si piazzò al quarto posto ai campionati europei. Nell’ottobre del 1967 varcò per la prima volta la porta del Karate Club Dino Piccini, una palestrina che operava nella scuola elementare Fornis in via Vasari. A dirigerla era il maestro Luciano Padoan, all’epoca primo insegnante di karate in città.
Era l’unico club triestino a fare la coraggiosa scelta di proporre quell’arte marziale nuova e misteriosa, ancora lontana dalla popolarità che avrebbe riscosso grazie al successo dei film di Bruce Lee a partire dalla metà degli anni ’70. L’arte marziale di Bruce Lee, fra l’altro, era il kung fu, ma quell’enorme ventata di novità aveva richiesto del tempo per cogliere le differenze. Non fu così per Salvatore Mileto, Salvino per gli amici, che del karate ha fatto subito una passione grande, la passione della sua vita, che lo ha portato a desiderare, riuscendoci, di trasmetterla al mondo.
«Il Maestro Mileto non si è mai stancato di ribadire che il karate non è soltanto una forma di lotta a mani nude – spiega Claudio, un suo allievo, diventato ormai un insegnante esperto – ma soprattutto una scuola di vita e comportamento, in cui non bisogna mai perdere di vista gli scopi principali che il Karate Do persegue, secondo cui corpo e mente vanno sviluppati assieme con forte tenacia e spirito di umiltà».
Le competenze acquisite da Mileto sono impressionanti: oltre al karate, l’uso di alcune armi tradizionali del Budo giapponese, il Tai Chi Chuan e altri metodi complementari. Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della lunga carriera, dal settimo dan alla qualifica di maestro benemerito e, soltanto una decina di giorni fa, il “Renshi” (la qualifica di esperto) dal delegato della Nihon Karate Do Shotokai per il grande lavoro svolto in 56 anni di pratica e diffusione del karate. Lascia la moglie Laura, la figlia Claudia e una folla di amici e allievi riconoscenti