Saluti romani a Trieste: scontro in Consiglio comunale e reazioni internazionali
TRIESTE L’eco del «presente!» di via Paduina risuona fino a Lubiana, suscitando le proteste slovene, e scuote la politica al confine orientale. Ieri la presidente della Repubblica di Slovenia Nataša Pirc Musar è intervenuta su Twitter definendo la liturgia fascista di venerdì scorso «il simbolo di un’epoca che ha portato odio, divisioni e violenza».
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E mentre il presidente della Regione Massimiliano Fedriga risponde sulla partecipazione dell’assessore Fabio Scoccimarro alla cerimonia – «mi sembra si sia dissociato immediatamente» – dal Parlamento a piazza Oberdan le opposizioni chiedono la sua rimozione.
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In Consiglio comunale, nel frattempo, il centrosinistra esce dall’aula durante una nuova commemorazione di Almerigo Grilz, suscitando l’ira della maggioranza. Le premesse in sintesi: venerdì scorso in via Paduina, di fronte alla storica sede del Fronte della gioventù, alcune decine di persone hanno ricordato il giornalista e politico missino Grilz, ucciso 40 anni fa in Mozambico, con il saluto romano. Alla commemorazione, però, ha preso parte anche l’assessore regionale all’Ambiente Scoccimarro. La presidente slovena, in viaggio diplomatico in Italia in questi giorni, ha scritto: «I saluti a cui abbiamo assistito a Trieste sono il simbolo di un’epoca che ha portato odio, divisioni e violenza. Il presidente Mattarella e io abbiamo sottolineato il nostro impegno per un comune cammino europeo, con uno sguardo al futuro, nel rispetto e nella collaborazione. Gli eventi di Trieste non trovano posto in questo percorso».
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Il parlamentare di Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni da Roma commenta: «Immagino che il ministro degli Esteri Tajani abbia presentato (alla presidente, ndr) le scuse del nostro Paese, e immagino anche che il presidente della Regione lo (il riferimento è a Scoccimarro, ndr) abbia allontanato dalla giunta. E immagino infine che anche la presidente Meloni abbia prontamente cacciato il nostalgico neofascista dalle file del suo partito. O no?».
A proposto di richieste di dimissioni, ieri ai margini dell’Adriatic Sea Summit il presidente Fedriga ha commentato: «Mi sembra si sia dissociato immediatamente. Non ha partecipato a quei saluti e non può essere responsabile per altri. L’assessore Scoccimarro ha portato un fiore e si è dissociato pubblicamente, più di così non so cosa possa fare». Gli ha risposto il consigliere regionale dem Roberto Cosolini, che assieme al gruppo del Pd è firmatario di una mozione che chiede la rimozione dell’assessore: «La dissociazione da parte di Scoccimarro di cui parla Fedriga mi pare poco credibile. Per portare un fiore c’erano tanti momenti diversi da quello di una manifestazione dai contenuti che Scoccimarro non poteva non conoscere».
Il coronamento di una giornata movimentata è arrivato la sera in Consiglio comunale. Per la seduta era previsto che il consigliere di Fdi Gabriele Cinquepalmi e la consigliera forzista Angela Brandi tenessero una commemorazione di Grilz. Subito prima dell’inizio, l’opposizione si è alzata ed è uscita all’unisono, salvo il 3V Ugo Rossi. Cinquepalmi ha letto il suo discorso: «Grilz era un uomo straordinario, un vero eroe della nostra comunità. Possa la sua memoria vivere per sempre nei nostri cuori e nelle nostre azioni». Così Brandi: «Troppo a lungo il ricordo di Almerigo è stato ignorato, ostracizzato e comunque considerato un caduto di serie B della professione». Il segretario provinciale di Fdi Claudio Giacomelli ha stigmatizzato l’accaduto: «Neanche negli anni di piombo è successo che l’opposizione lasciasse l’aula durante il ricordo di un consigliere comunale come loro». Al ritorno in aula il centrosinistra è stato accolto con toni di fuoco e urla di «vergogna!». Accalorato, il capogruppo Pd Giovanni Barbo ha risposto: «Quanto avvenuto venerdì in via Paduina ci impedisce oggi di presenziare. Il massimo rispetto per ogni morte, soprattutto per la morte di un giornalista in zona di guerra, non può però ignorare né l’azione politica di Grilz in questa città, né tantomeno quanto avvenuto alcuni giorni fa». Così il capogruppo di At Riccardo Laterza: «Non possiamo non vedere la continuità con quanto avvenuto in via Paduina, anche vista la presenza di alcune di quelle stesse figure istituzionali, presenti a una manifestazione di chiaro stampo fascista. Pietà umana per la morte di un uomo, dal punto di vista istituzionale si fatica a definirlo uomo di pace». Per la pentastellata Alessandra Richetti «Grilz era noto a Trieste per anni in cui la militanza si accompagnava anche a scontri fisici. Ritengo inaccettabile venga presentato come un eroe».—