Faedis, manifesto di oltre cento donne contro First lady e Faccetta nera
FAEDIS. Si firmano «vostre figlie, sorelle, madri, amiche, compagne, mogli, colleghe, alleate» e al motto di «First lady di nessuno, noi non ci stiamo» condannano «con fermezza» l’iniziativa promossa dal sindaco di Faedis, Luca Balloch, chiedendo che al loro ruolo di donne sia portato «il dovuto rispetto»: sono 106 elettrici di Faedis (tre delle quali residenti all’estero) che sull’onda del clamore suscitato dalla goliardata dell’elezione della First lady appunto, nella cornice della Super sindaco fest, e da una colonna sonora che ha incluso il brano fascista Faccetta nera hanno stilato un manifesto da affiggere in paese, in punti ad alta visibilità.
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«Abbiamo raccolto – spiega la coordinatrice di questo movimento spontaneo, Elide De Luca, fisioterapista 65enne – una serie di idee lanciate durante una riunione fra le attuali consigliere comunali, come la leader dell’opposizione Carla Fioritto, una cinquantina di residenti, ex amministratori ed ex sindaci, come Cristiano Shaurli, Franco Beccari e Claudio Zani, e altri abitanti rimasti spiacevolmente colpiti dai fatti verificatisi durante la festa in piazza.
È nata così l’idea di mettere nero su bianco la posizione di un gruppo di donne: mi sono occupata del coordinamento e questo inedito e ampio team al femminile, formatosi tramite passaparola, ha prodotto un documento condiviso».
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Nelle prossime ore, come detto, lo si potrà vedere affisso in posizioni strategiche: «Manifestiamo la nostra indignazione – recita il testo – per lo spettacolo svilente che si è consumato nel cuore del nostro paese.
Riteniamo che l’elezione della cosiddetta First lady, che dovrebbe accompagnare il primo cittadino in ricorrenze istituzionali e non, oltre a non avere fondamento in alcun testo normativo rappresenti uno spregio del fondamentale contributo culturale delle donne alla comunità e delle conquiste dell’indipendenza femminile, tuttora miraggio in gran parte del mondo.
La pubblicità negativa scaturita dalla vicenda danneggia l’immagine di Faedis, che noi vogliamo sia conosciuta per le sue ricchezze, il contributo culturale, il rispetto per la natura e l’apertura mentale, non per questo indecoroso e retrogrado show».
E questo moto in rosa promette seguiti: «Obiettivo – anticipa De Luca – è continuare a monitorare l’andamento della gestione dell’ente locale, per sincerarci della sua correttezza. Certamente l’incipit del nuovo corso amministrativo non ci è piaciuto: assurgere agli onori delle cronache, anche nazionali, per motivi di questo genere è senza dubbio poco edificante.
La speranza è di ricevere le scuse del sindaco tanto per lo spettacolo della First lady quanto per le note risuonate in piazza: le auspichiamo, ma siamo tutt’altro che fiduciose sul fatto che siano fatte alla comunità».
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