Nuove segnalazioni di flavescenza dorata, la malattia dei vigneti torna a fare paura
TORRAZZA COSTE. Allarme per la flavescenza dorata nei vigneti d’Oltrepo. Sono in aumento le segnalazioni dei produttori per la diffusione di questa malattia della vite sulle loro proprietà, con danni significativi alle piante. Il tema sarà al centro di un convegno tecnico, promosso da Coprovi Pavia e Terre d’Oltrepo, in programma martedì 23, alle 15, alla Fondazione Riccagioia di Torrazza Coste, con i tecnici del servizio fitosanitario di Regione Lombardia. La flavescenza dorata è una malattia tipica della vite, diffusa soprattutto in Oltrepo (che produce oltre il 60% del vino di Lombardia), ma che, dagli ultimi dati del tavolo tecnico, si sta diffondendo anche in altre zone vinicole della regione, come la Valtellina, dove finora era praticamente assente, o la Franciacorta.
Il vettore di questa malattia è un insetto, lo Scaphoideus titanus, che punge la foglia della vite, che si accartoccia e diventa gommosa e assume il tipico colore rossastro. Per debellarla le strade sono i trattamenti per eliminare l’insetto e l’estirpazione delle piante malate, per evitare una diffusione rapidissima a quelle sane, ma questo comporta una perdita di produzione per le aziende. Le varietà di uva più “sensibili” all’attacco dello Scaphoideus sono il Pinot nero, la Barbera e lo Chardonnay, anche se in questo caso spesso la flavescenza si confonde con un’altra malattia simile, chiamata legno nero.
«Anche in Oltrepo ci sono parecchi casi di flavescenza localizzati in alcune zone – spiega la Coprovi –. La situazione non è ancora emergenziale, ma bisogna agire per contenerla ed evitare la diffusione rapida come è avvenuto in altre regioni».
Durante il convegno a Riccagioia saranno illustrati i trattamenti da fare ai vigneti per contenere il vettore della malattia e come riconoscere i sintomi. «A livello nazionale sono state adottate delle linee guida che sono state adottate dalla Regione e saranno presentate al convegno – aggiunge Coprovi -. Ci sono dei trattamenti obbligatori da fare e sarà la Regione, tramite il bollettino diffuso tra i viticoltori, a stabilire quando e come farli in base al periodo. Inoltre, i tecnici chiederanno ai viticoltori di prestare la massima attenzione sia ai trattamenti che alla presenza del vettore sulle piante».
Particolare attenzione sarà data al problema degli incolti: «Gli studi più recenti non la considerano più la causa principale, ma la presenza di vigneti abbandonati favorisce il proliferare della malattia – conclude la Coprovi -. Per questo è importante che i viticoltori tengano pulite le loro proprietà e che segnalino a noi o alle associazioni di categoria i vigneti abbandonati in modo da sapere le zone dove intervenire».