Saluti romani alla commemorazione di Grilz a Trieste, l’opposizione: «Ora Fedriga cacci Scoccimarro»
TRIESTE La selva di saluti romani di via Paduina porta l’opposizione a chiedere a gran voce le dimissioni dell’assessore regionale Fabio Scoccimarro, fotografato venerdì sera a una commemorazione di Almerigo Grilz piuttosto littoria. Dal Pd ad Adesso Trieste, passando per Verdi-Sinistra e Patto per l’Autonomia, la minoranza in Comune e Regione vuole che l’esponente della giunta Fedriga si dimetta dall’incarico. E se dal vertice della Regione non giunge risposta, l’assessore difende la sua scelta: «Io da sempre nell’alveo della Costituzione. Non replico a dichiarazioni strumentali».
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Qualche mese fa un assessore regionale a una manifestazione esplicitamente fascista avrebbe creato dei problemi d’immagine al partito. Fino alle ultime elezioni politiche, Fratelli d’Italia considerava gli svariati “momenti Stranamore” dei suoi militanti una fonte di notevole imbarazzo, nel momento in cui bisognava accreditarsi come forza di governo. Una volta al timone del Paese, però, la questione sembra essersi fatta meno pressante.
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Nessun equivoco
Per la segretaria provinciale del Pd, Caterina Conti, non c’è «nessun equivoco»: «Ritrovarsi in strada e fare il saluto romano significa manifestare adesione e sostegno al fascismo, essere contro la Repubblica e la democrazia. Un raduno nella via un tempo nota in città come “zona fascista” non può essere la normalità e non deve passare come nostalgia o goliardata». Da qui la richiesta di dimissioni: «La presenza di un assessore regionale impone al presidente Fedriga atti conseguenti: lo mandi via».
L’alleanza Verdi-Sinistra Fvg e il Psi annunciano che porteranno il tema in Consiglio regionale e in parlamento «in difesa della Costituzione nata dalla Resistenza», sottolineando che la manifestazione si è svolta «senza alcun intervento delle forze dell’ordine, altrimenti sempre solerti ad identificare e denunciare attivisti climatici o antifascisti».
Richiesta di dimissioni
Così la consigliera del Patto per l’Autonomia Giulia Massolino: «Troviamo inaccettabile che un assessore regionale, che come noi consiglieri ha giurato fedeltà alla Repubblica e sui suoi valori fondanti tra cui l’antifascismo, partecipi a una manifestazione di chiaro stampo fascista, con tanto di braccia destra tese e inviti al cameratismo. Crediamo che la presenza di Scoccimarro a quella iniziativa richieda le sue immediate dimissioni dal ruolo di assessore e consigliere». Aggiunge il capogruppo di Adesso Trieste Riccardo Laterza: «Delle due l’una: o giuri sinceramente fedeltà alla Repubblica nata dalla Resistenza al nazifascismo, oppure partecipi come se nulla fosse a vergognose “commemorazioni” fasciste con tanto di saluti collettivi a braccio teso. Mi pare che ieri il signor Scoccimarro abbia dimostrato da che parte intende stare. Ne risulta che si dovrebbe dimettere immediatamente da consigliere e assessore regionale».
La replica di Scoccimarro
E mentre il presidente regionale Massimiliano Fedriga si astiene dall’entrare nella polemica, è lo stesso Scoccimarro a prendere le proprie difese: «A titolo personale e non come rappresentante della giunta come ogni 19 maggio ero con Laura Castellani, allora fidanzata di Almerigo, a portare un fiore sul portone della ex sede del FdG di via Paduina. Lo rifarò anche l’anno prossimo come in passato dal 1988, per ricordare l’amico, anzi un fratello maggiore, Almerigo Grilz, non solo leader della giovane destra parlamentare ma stimato professionista, primo giornalista italiano morto nel dopoguerra, su cui finalmente si sta levando il velo dell’oblio ideologico».
Per il resto, conclude, «non accetto nessun esame del Dna da parte di chi negli Anni di piombo ha condiviso le piazze con gli estremisti di Lotta continua e i terroristi assassini di Potere operaio. Il mio percorso politico specchiato è certificato e la mia adesione a FdI 10 anni fa e non prevede derive diverse da quelle dell’alveo della Costituzione e della fedeltà alle istituzioni. Penso che questo mi venga riconosciuto trasversalmente. Per non voglio replicare ulteriormente a disattente e stucchevoli dichiarazioni strumentali»