Nomaglio, lascia una bomba nel giardino del vicino: assolto al processo
Nomaglio
Era accusato di aver messo una bomba nel giardino del vicino di casa. Ma a tre anni dai fatti e dopo due di processo, si è scoperto che in realtà, quel residuo bellico, non aveva alcun potenziale offensivo. Era infatti un manufatto da addestramento.
A dimostrarlo il perito nominato dal difensore Lorenzo Bianco, Pierpaolo Soldati di Milano. Tanto che alla fine anche la pm Valentina Bossi ha dovuto chiedere al collegio giudicante del tribunale di Ivrea l’assoluzione, che è così arrivata per Carlo Giansetto.
Secondo quanto sostenuto dal suo vicino di casa, un giorno Giansetto si è presentato a casa sua con quel residuo bellico, una bomba da mortaio di tipo Stokes risalente alla Prima guerra mondiale. Gli avrebbe detto: «A te che piacciono le cose vecchie, tieni questa». E poi, sempre secondo la versione del vicino, se ne sarebbe andato nonostante le sue proteste e le sue richieste di rimuovere la bomba dal giardino.
A quel punto all’uomo non sarebbe rimasto da fare altro che chiamare i carabinieri e la sindaca di Nomaglio Ellade Peller. I militari, giunti sul posto, hanno appurato attraverso internet il tipo di bomba. Poi, hanno chiamato gli artificieri del genio per la rimozione in sicurezza.
Era il 22 maggio 2020 e da quel momento in poi i rapporti inizialmente cordiali tra i due vicini si sono interrotti. E sono iniziate invece le vie processuali.
L’avvocato Bianco esprime «piena soddisfazione» per aver dimostrato però l’innocenza del suo assistito, che rischiava una pena dai due agli otto anni di carcere.