Una nomination a Roma ai David di Donatello per i canavesani Bertotti e Robino
VALPERGA
Due amici dai tempi del liceo che avviano una scuola di produzione specializzata in effetti speciali e ottengono una nomination ai David di Donatello per il film Dampyr. È la storia di Alessio Bertotti e Filippo Robino, di Valperga e Forno, 35enni pieni di idee che hanno girato il mondo e ottenuto grandi risultati, tanto da andare a Roman al Quirinale e sul red carpet per la candidatura.
Qual è stato il vostro percorso formativo per diventare degli esperti di effetti speciali, digitale e visualizzazione in 3D?
«Abbiamo studiato al liceo Aldo Moro di Rivarolo e successivamente abbiamo frequentato il corso di Architettura del Politecnico di Torino in Progetto grafico e virtuale. Così abbiamo cominciato a conoscere gli effetti grafici e la visualizzazione 3D. Dopo vari corsi di specializzazione in Italia, come quello sul 3D agli ex spazi Lumic di Torino, abbiamo seguito dei percorsi formativi a Londra, ad esempio in compositing (l’unione delle riprese e degli effetti con l’obiettivo di ottenere un’immagine verosimile), poi abbiamo colto importanti opportunità in Europa e fuori dal continente. Io mi sono trasferito prima in Germania, poi in vari Paesi in Europa, in Australia e negli Stati uniti - racconta Alessio -, mentre Filippo, prima di fondare la nostra azienda è stato a lungo in Germania, in Australia e in Nuova Zelanda. Poi è nata l’idea di creare la nostra attività, abbiamo cominciato in remoto, poi entrambi abbiamo deciso di tornare in Italia - racconta Filippo - e sfruttare le competenze acquisite».
Avete ricevuto un’importante nomination per il progetto cinematografico basato sul fumetto Dampyr di Bonelli. Come è nata questa collaborazione?
«In realtà è nata per una fortunata coincidenza - raccontano i due amici. - Sin da giovanissimi siamo degli appassionati dei fumetti di Bonelli, da Nathan Never a Dylan Dog - racconta Filippo. - Grazie ad alcuni contatti che avevo mantenuto dopo alcune esperienze di lavoro a Milano, siamo riusciti ad avere un indirizzo mail della Bonelli entertainment. Era l’inizio del 2019, prima che aprissimo la nostra società Alps studios a Torino. Abbiamo scritto una mail offrendoci per poter collaborare a qualche loro progetto e ci hanno subito detto che stavano lavorando alla trasposizione cinematografica del fumetto di Dampyr e se volessimo partecipare. Ovviamente abbiamo subito accettato».
In cosa è consistito il lavoro su Dampyr? E vi aspettavate la nomination ai David di Donatello per gli effetti speciali realizzati?
«Abbiamo lavorato circa un anno e mezzo su questo progetto, dalla fase embrionale della sceneggiatura, dando suggerimenti sulla realizzazione delle scene, fino alle riprese e alla post-produzione con l’attuazione degli effetti speciali. Il film è basato su un fumetto che tratta di vampiri, di ambientazioni fantastiche e reale, perché le riprese sono state girate in Transilvania e abbiamo partecipato ai set. Per il film abbiamo realizzato circa 750 interventi sugli effetti visivi, tutti di grande qualità, perché abbiamo saputo utilizzare le capacità apprese con i lavori precedenti, per esempio i film Marvel, gli Avengers in particolare (su cui ha lavorato Filippo in Australia e Nuova Zelanda, ndr). Il lavoro svolto, che ha coinvolto 200 persone, rispetto ai prodotti nazionali è di grandissimo livello: speravamo nella nomination».
Cosa vi lascia questa esperienza?
«Speravamo di vincere, sarebbe stato un titolo meritato, ma anche se non è andata così è stata un’esperienza che ci ha permesso di crescere ancora di più. Ci ha dato tanta visibilità ed è un riconoscimento importante per il lavoro svolto. Ad oggi non stiamo lavorando insieme - racconta Alessio - ma abbiamo altri progetti in cantiere. Io sto lavorando ad una produzione Paramount basata sulla vita di Oriana Fallaci, mentre Filippo sta portando avanti l’azienda fondata insieme, già composta da 35 persone, con l’obiettivo di ingrandirla ulteriormente».