Trieste, saluto fascista durante la cerimonia in ricordo di Grilz: il Pd insorge
TRIESTE Il gesto è inequivocabile: il saluto romano. E il coro che l’accompagna altrettanto inequivocabile: «Presente!». Succede in pieno centro, a Trieste, in via Paduina, durante la commemorazione organizzata venerdì sera 19 maggio dall’associazione “Nessuno Resti Indietro” in ricordo del triestino Almerigo Grilz, giornalista di guerra, dirigente del movimento studentesco Fronte della Gioventù e del Msi, morto il 19 maggio dell’87 durante un reportage in Mozambico.
Quel gesto e quel coro
Quel gesto e quel coro, esibiti da una cinquantina di persone davanti all’ex sede del Fronte della Gioventù in via Paduina 4, non sono passati inosservati. La manifestazione, con quei chiari riferimenti all’ideologia fascista dedicati alla memoria del «camerata» – testuale – «Almerigo Grilz» – si ripete così, con la stessa liturgia, ormai da anni a Trieste. Ma venerdì sera le foto e il video che documentavano l’episodio hanno fatto il giro di chat e social, suscitando indignazione
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Serracchiani prende posizione
Il Pd, con la deputata Debora Serracchiani, ha preso posizione: «A Trieste oggi. Ancora una commemorazione della destra è occasione per inscenare il rito fascista del “Presente!”. Col saluto di gruppo a braccio teso al “camerata Grilz”. Questa è o no una “manifestazione esteriore di carattere fascista”? Non bastava ricordarlo come giornalista?».
Sulla stessa linea Cosolini
Sulla stessa linea il consigliere regionale dem Roberto Cosolini: «Oggi in via Paduina, con ostentazione del saluto romano, alla presenza compiaciuta anche di esponenti istituzionali, era un raduno di “cultori del buon giornalismo” oppure un raduno neofascista? Chissà cosa ne pensano le autorità preposte». In effetti un esponente istituzionale c’era, l’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro (che non ha esibito il saluto romano): «Ero lì con Laura Castellani, la fidanzata di Grilz, a portare un fiore – spiega – , lo rifarò anche l’anno prossimo come in passato dal 1988, per ricordare l’amico, anzi un fratello maggiore, Almerigo Grilz, su cui finalmente si sta levando il velo dell’oblio ideologico».
Le imagini all’analisi della Digos
Gli agenti della Digos, ieri sul posto, presenteranno un rapporto al questore Pietro Ostuni: «Mi riservo di valutare le immagini e la relazione della Digos», afferma il funzionario di Polizia.
Pareri opposti della magistratura
Possibile che il saluto romano, ostentato ieri da decine di persone, al di là dell’indignazione, possa prefigurare un reato (apologia del fascismo)? La magistratura si è espressa in modi opposti. Il discorso di fondo è il contesto in cui ciò avviene: c’è una sentenza della Cassazione, del 2018, secondo cui «non è reato il saluto romano se ha intento commemorativo e non violento: in questo senso può essere considerato una libera manifestazione del pensiero e non un attentato concreto alla tenuta dell’ordine democratico».
La risposta della Cassazione
Pochi giorni fa, invece, la Cassazione ha respinto la richiesta di tre imputati condannati dalla Corte d’Appello di Milano i cui legali avevano chiesto il riconoscimento dell’attenuante «di aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale, trattandosi di una commemorazione funebre in ricordo di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani». Ma per gli ermellini dette manifestazioni non rientrano nell’ambito dell’attenuante perché «il precetto costituzionale, lungi da riconoscere valore all’ideologia fascista, la osteggia e ne stigmatizza le manifestazioni»