Crisi Wärtsilä a Trieste, il giallo dell’offerta di Imr
TRIESTE. Un’ombra scura si allunga sul tavolo ministeriale della crisi Wärtsilä. La società Imr Industries ha infatti smentito ieri la multinazionale finlandese, dichiarando di non aver mai presentato alcuna offerta vincolante per il subentro nel sito di Bagnoli della Rosandra e di aver anzi chiuso ogni trattativa circa due mesi fa. Se così fosse, i vertici di Wärtsilä avrebbero detto il falso all’incontro organizzato dal ministero delle Imprese, ma la società dei motori smentisce a sua volta Imr, sostenendo di avere sulla scrivania la manidestazione d’interesse vincolante e il piano industriale presentato dalla compagnia lombarda che produce stampati per l’automotive.
Le affermazioni di Imr Industries
Le affermazioni di Imr Industries vengono raccolte dal Tgr Fvg e hanno del clamoroso: «Le discussioni – dice l’azienda – sono terminate un paio di mesi fa, da quando è stato appurato che non vi erano dei presupposti necessari per una buona riuscita del piano industriale. Smentiamo categoricamente che siano state avanzate da parte nostra proposte vincolanti in qualsiasi forma o modo». Ancor più singolare è la replica di Wärtsilä, che «smentisce categoricamente quanto dichiarato da Imr e conferma che l’azienda è fra le due realtà interessate alle reindustrializzazione». Fonti vicine a Wärtsilä fanno sapere che Imr ha confermato la propria presenza nella short list martedì scorso.
Lo scambio tra le due società
Lo scambio fra le due società ha del surreale, dal momento che l’ad di Wärtsilä Michele Cafagna ha portato il nome di Imr al tavolo e presentato le caratteristiche salienti della sua proposta vincolante: un investimento da 20 milioni volto a riassorbire 250 dei 350 esuberi entro il 2025 e finalizzato alla produzione a Trieste di componenti in plastica e sottoscocca per marchi di rilievo dell’automotive. Si tratta di una delle due opzioni messe sul piatto al tavolo romano, accanto a quella di H2Energy, basata invece sulla costruzione di elettrolizzatori per l’idrogeno, ma priva per ora dell’affiancamento formale da parte di Mitsubishi.
I commenti durissimi
I commenti sono durissimi. «Wärtsilä – sottolinea l’assessore al Lavoro Alessia Rosolen – è inadempiente rispetto agli accordi di novembre e, se risultasse vero quanto riferito dagli organi di stampa, ci troveremmo davanti a un fatto molto grave, cui si somma l’improvvisa e non motivata scomparsa dai radar di un’altra azienda (Christof, ndr). L’augurio a questo punto è che ci siano spiegazioni plausibili».
La Fiom: quanto succede è impensabile
Il segretario provinciale della Fiom Marco Relli dice che «quanto sta succedendo è impensabile: ci aspettiamo una risposta di Wärtsilä sia su Imr che sul caso Christof. Fosse tutto vero, siamo davanti a fatti gravissimi, non solo rispetto alle relazioni con le parti sociali, perché si sarebbe dichiarato il falso a un tavolo delle istituzioni». Anche il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti parla di «gravità inaudita: i vertici di Wärtsilä hanno mentito a governo, Regione, sindacati e Confindustria? Valuteremo il comportamento nei nostri organi sociali»