“Colpita al petto e alla schiena” con un taser, 95enne ricoverata in gravissime condizioni in Australia
Una donna di 95 anni è ricoverata in ospedale in gravissime condizioni dopo essere stata placcata da agenti di polizia che l’hanno immobilizzata utilizzando un taser in una casa di riposo del New South Wales in Australia. Un intervento motivato da una presunta minaccia da parte della anziana, che soffre di demenza senile e si muove grazie ad un deambulatore: ‘era armata di coltello’ secondo quanto riferito dalla polizia. Motivazione che ha scatenato accese polemiche, bollata come sproporzionata tra l’incredulità per l’uso del taser di fronte a una donna fragile difficilmente immaginabile come una minaccia. L’episodio ha avuto luogo nelle prime ore del mattino di mercoledì, riferisce tra gli altri la Bbc. La donna è stata trovata “armata” di un coltello da cucina nella casa di riposo dove risiede, nella cittadina di Cooma, circa 114 chilometri a sud di Canberra. Chiamati sul posto, due agenti hanno tentato di intervenire sperando di riportare la donna alla calma. Quest’ultima tuttavia, invece di rispondere alle sollecitazioni delle forze dell’ordine e ad indietreggiare abbandonando il coltello, ha cominciato a dirigersi verso i poliziotti, “lentamente, ad onor del vero”, ha spiegato ai giornalisti il commissario Peter Cotter. “però era armata… “, si è giustificato. “Si muoveva con l’ausilio di un deambulatore, ma impugnava un coltello”, ha aggiunto, spiegando che a quel punto gli agenti hanno deciso di ricorrere al taser. Un amico della donna ha riferito alla BBc che secondo cui la 95enne è stata colpita due volte: la prima al petto e la seconda alla schiena. Poi si è accasciata: la diagnosi è di una frattura cranica e di una emorragia cerebrale. La Polizia ha aperto un’indagine e la commissaria Karen Webb ha garantito che la questione verrà “trattata con la massima serietà”. Intanto l’agente principalmente coinvolto nell’episodio non è stato sospeso bensì sollevato dal servizio attivo e sarà sentito nell’ambito dell’indagine. “Nessun agente, nessuno di noi, è al di sopra della legge”, ha affermato il commissario Cotter.
Foto di archivio
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