Faccetta nera alla festa del sindaco a Faedis: la denuncia dell’Anpi alla questura
FAEDIS. All’indignazione esternata da una coppia di cittadini di Faedis, trovatisi a passare per la piazza del paese nel momento in cui – la sera di sabato scorso – alla festa organizzata dal sindaco Luca Balloch per ringraziare l’elettorato risuonava “Faccetta nera”, e ai pesanti giudizi della minoranza consiliare, segue la formale denuncia dell’Anpi provinciale di Udine, che ha chiesto alla questura del capoluogo friulano di accertare se nell’episodio si possano ravvisare gli estremi del reato di apologia del fascismo (come previsto dall’articolo 4 della legge Scelba, promulgata nel 1952).
«Esprimiamo una forte condanna politica ed etica nei confronti di chi ha fatto l’inaccettabile scelta di riproporre una canzone che incita all’odio razziale, esaltando le criminali guerre coloniali, una delle vergogne dell’Italia fascista», dichiara la presidente dell’Anpi, Antonella Lestani, a nome del Comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia.
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«Nonostante la musica remixata – sottolinea Lestani –, la versione diffusa sabato scorso ha riproposto il testo con i suoi contenuti brutali di razzismo e di esaltazione della guerra. Chi ricopre ruoli istituzionali che traggono la loro legittimità dalla nostra Costituzione, sulla quale ha giurato, ha l’obbligo di avere consapevolezza del valore dei propri gesti. Non è quindi accettabile che nel contesto di una festa pubblica, peraltro indetta dallo stesso primo cittadino, ci si lasci andare a comportamenti che appaiono chiaramente elogiativi della dittatura fascista italiana. Quello che è successo – rincara Lestani – è tanto più grave perché verificatosi in una zona in cui è stato alto il prezzo pagato da civili e partigiani impegnati duramente nella lotta contro i nazisti invasori e i fascisti loro complici: l’esibizione cui si è assistito è un’offesa non solo alla Costituzione, nata dalla Resistenza, ma anche alle popolazioni che hanno patito sulla propria pelle, per quasi due anni, il dominio del Terzo Reich e l’abominio dei paesi incendiati, delle deportazioni, delle stragi di civili».
Faedis, ricorda infatti la presidente dell’Anpi, subì il 27 settembre 1944 un potente bombardamento di artiglieria: mentre la popolazione fuggiva nelle campagne, i gruppi partigiani riuscirono a ricacciare le truppe nemiche entrate in paese, ma all’indomani i tedeschi tornarono in forze e rastrellarono il centro abitato e le frazioni limitrofe.
Il sindaco Balloch ribadisce la totale estraneità all’episodio. «Sulla base delle segnalazioni avanzate, i carabinieri di Faedis hanno avviato un’indagine, convocando le persone informate sui fatti, tra le quali il sottoscritto. Sono già stato sentito e ho confermato – dice Balloch – che nel momento in cui è stato fatto suonare il brano fascista non mi trovavo sotto il tendone, ma a distanza. Come ho già dichiarato, il dj è stato subito redarguito. Mi considero anch’io parte lesa: fra l’altro, sono molto vicino al mondo dell’Anpi e a quello dell’Apo con un impegno diretto, attivo e convinto».
A intervenire è anche a senatrice Tatjana Rojc (Pd): «Citare i motti del duce e far suonare marce fasciste in piazza è indegno di chi indossa la fascia tricolore».
«Il sindaco di Faedis disonora la storia della sua comunità: il metodo di fare un passo avanti e mezzo indietro o di nascondersi dietro una supposta goliardia serve a rendere abituali e accettabili comportamenti che sono, solo e semplicemente, affermazioni di un’ideologia politica chiamata fascismo», conclude Rojc. —