Perin e Romano a caccia di voti. Sullo sfondo il “tesoretto” del Pd
Il cammino verso il ballottaggio è iniziato e ovviamente da parte dei due candidati, Marco Perin e Giuseppe Romano, l’obiettivo è incrementare i consensi, ben oltre i 48 voti che li distanziano dopo il primo turno di domenica e lunedì. L’attenzione è tutta per le eventuali indicazioni che avverranno dagli altri due candidati sindaci, ovvero Fiorenza Morao che con una lista targata Pd ha ottenuto l’8,11 per cento e Renzo Franco che con la sua civica ha portato a casa il 2, 44 per cento. Ma bisogna fare i conti anche con il fatto che i ballottaggi vedono sempre un’affluenza minore rispetto al primo turno. E spesso è proprio questo a fare la differenza. Ovvio dunque che per prima cosa i due candidati dovranno pensare a riportare alle urne gli elettori.
Per Marco Perin il fatto di essere il candidato di una coalizione civica «è un elemento che ci permette di dialogare con tutti, senza quegli schemi che caratterizzano i partiti. Al momento non c’è stato un contatto esplicito con altre forze, ma questo non vuol dire che non possa avvenire nei prossimi giorni. Quello che mi preme sottolineare è che siamo stati e continueremo ad essere aperti al dialogo e al confronto con tutti».
A quanto pare la possibilità di un apparentamento al ballottaggio con il Pd non è da considerarsi esclusa a priori, a differenza della coalizione che sostiene Giuseppe Romano, dove il simbolo del partito di Elly Schlein non potrebbe mai trovarsi a fianco di quello di Lega e Fratelli d’Italia.
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Ma Romano guarda ben oltre gli schieramenti: «Credo che tra le mie caratteristiche mi possa essere riconosciuta la coerenza e la disponibilità al dialogo con tutti», dice il candidato sostenuto da Lega-FdI-Lista Denisse Braccio-Futuro in Movimento. «A differenza di altri che dicono che i partiti non servono, ma poi saltano da un partito all’altro e tentano anche di tornare indietro al momento opportuno, passando da Indipendenza Veneta a Forza Italia, infine alle Lega, nella mia coerenza ci confronteremo sempre e con tutti, soprattutto su tematiche importanti che riguardano il comune di Vedelago, come ad esempio il Piano ambientale, una tematica che il Pd ha indicato prioritaria. Ma oltre a pensare a chi ha votato Fiorenza Morao o chi ha scelto Renzo Franco, penso anche a quel 46 per cento che non è andato a votare. E a quel 45 per cento che ha votato per il mio avversario al ballottaggio. Credo che il vero modo di portare la gente al voto sia farli sentire partecipi delle scelte amministrative. Da qui la proposta di creare una consulta delle frazioni dove discutere e confrontarsi. Una cosa è certa: se sarò eletto, non tornerò a farmi vedere dopo cinque anni, ma il rapporto con i cittadini sarà costante».