Più rimpatri, hotspot e trasferimenti rapidi per ridurre i numeri dei migranti in Fvg
TRIESTE Gli arrivi lungo la Rotta balcanica in questi primi quattro mesi dell’anno sono lievitati rispetto allo stesso periodo del 2022 a livello regionale (+180%) e soprattutto a Trieste (+335%), quindi il Governo punta a rafforzare gli strumenti utili ad «alleggerire» i numeri del Fvg, sia attraverso una velocizzazione dei trasferimenti in altri territori sia con l’apertura di un hotspot che consenta di effettuar le procedure di identificazione e, laddove possibile, «rimpatrio immediato». La struttura destinata a ospitare tale attività - già da tempo nei piani della Prefettura di Trieste - però ancora non c’è. Ci sono solo «alcune strutture sulle quali si stanno affinando i ragionamenti».
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Il vertice
È quanto emerso in Prefettura a Trieste, al termine di un confronto sul tema caldo della gestione e accoglienza dei migranti in arrivo sul territorio regionale lungo la Rotta balcanica. Al vertice hanno preso parte Valerio Valenti, già prefetto di Trieste, oggi commissario nazionale per l’emergenza immigrazione, il prefetto di Trieste e commissario del Governo per il Friuli Venezia Giulia Pietro Signoriello, il prefetto di Gorizia Raffaele Ricciardi, quello di Udine Massimo Marchesiello e di Pordenone Domenico Lione, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale con delega all’Immigrazione Pierpaolo Roberti.
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Dal vertice, come detto, non sono emerse indicazioni precise e definitive sul luogo che verrà convertito in hotspot, sul quale le Istituzioni sono al lavoro da mesi e che non risulta di facile individuazione, ma è stato in qualche modo formalizzata, attraverso la presenza del commissario Valenti, la volontà di «assimilare il Fvg alle altre regioni che subiscono l’impatto del flusso migratorio via mare, Sicilia e Calabria in particolare», ha detto Valenti, parlando, per il Fvg, di numeri «molto significativi e in forte incremento.
Numeri da alleggerire
L’obiettivo è quello di ridurre la presenza di migranti sul territorio regionale, allineandolo al dato delle altre regioni, perché in questo momento il Fvg è al di sopra della quota spettante». Numeri che il prefetto di Trieste Signoriello ha messo nero su bianco: «5.909 rintracci in Fvg nei primi quattro mesi del 2023 contro i 2.161 dello stesso periodo del 2022. Solo a Trieste 3.491 contro 802».
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Il governatore Fedriga ha ricordato che c’è la «necessità di alleggerire i numeri attraverso un percorso strutturale, come avviene per la rotta mediterranea, essendo noi territorio di ingresso e fortemente provati dagli ingressi irregolari. L’obiettivo è dare la prima assistenza, ma poi allontanare chi arriva irregolarmente, in un hotspot che possa avere al suo interno anche la struttura di trattenimento e rimpatrio. Rimpatri da effettuare - ha sottolineato Fedriga - per chi proviene da luoghi sicuri, con una procedura accelerata. Chi invece non proviene da Paesi sicuri potrà restare per alcuni giorni nell’hotspot e poi essere trasferito in altri territori. In parallelo - ha aggiunto il governatore - è necessario andare avanti con un altro strumento, che è quello delle riammissioni in Slovenia».
Sul tema il commissario Valenti ha affermato che «sono aspetti che riguardano di più il Dipartimento di pubblica sicurezza» e che «non è mai cessato un dialogo con la Polizia slovena e l’auspicio è che si possa sempre più rafforzare, anche immaginando oggi un nuovo partner che è la Croazia».
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L’hotspot
Entrando nel merito del tema più caldo, ossia del luogo e della struttura che fungerà da hotspot, Valenti ha evidenziato che «le valutazioni spettano ai colleghi sul territorio, che stanno lavorando, e sono fiducioso che la struttura idonea a questo scopo verrà individuata» e per la quale «il ministero metterà a disposizione le risorse necessarie». Valenti ha parlato di una struttura «medio-piccola», che possa «ospitare al massimo 300 persone». I tempi per realizzarla? «Abbiamo i mezzi per procedere rapidamente, ma dipenderà dalla tipologia di struttura che verrà individuata. Le valutazioni sono in corso».
Il prefetto Signoriello ha sottolineato che «essendo Trieste il principale punto di ingresso, risulta quello più strategico per ospitare l’hotspot, anche se abbiamo attenzionato tutta la regione e non è scontato che alla fine l’analisi non possa portare a delle soluzioni diverse. Queste analisi sono ancora in corso e ora dobbiamo procedere velocemente e in modo concreto, anche perché, come detto, i rintracci sono aumentati in modo significativo nei primi quattro mesi dell’anno, del 180 per cento a livello regionale e del 335 per cento a Trieste. Sono numeri importanti che richiedono delle risposte e un alleggerimento, come spiegato dallo stesso commissario Valenti».