Apu stesa, Cividale ha più Pepper
Udine 0- Cividale 1. È questo il verdetto di gara uno dei play-off. Ed è giusto così per quello che si è visto ieri sera al Carnera.
Si sono giocate tante partite dentro i 40’ e la squadra che ha saputo adattarsi meglio a tutte le situazioni è stata quella ducale che nei momenti decisivi ha avuto un super Pepper.
Più lucide le scelte della panchina ospite a gara in corso e non solo. Lasciare fuori Nobile, miglior difensore dell’Apu, per poi far giocare a Bertetti 8’ a Fantoma pochi secondi e ad Antonutti addirittura zero, non ci è sembrata una scelta ispirata. Finetti schiera Terry in quintetto come “5”; gli altri quattro sono Monaldi, Briscoe, Gentile ed Esposito. Cividale risponde con Rota, Redivo, Pepper, Dell’Agnello e Miani.
È un primo quarto scoppiettante dove gli attacchi hanno il sopravvento sulle difese: le percentuali dall’arco sono mostruose: Monaldi, mette tre triple, dalla parte opposta non sono da meno Rota, Redivo e soprattutto Miani.
Dell’Agnello dopo 3’15’’ ha già due falli e Pillastrini deve farlo sedere in panchina, stesso destino poco dopo dalla parte opposta per Briscoe. Udine firma il primo vantaggio con una transizione di Gaspardo (26-25), poi anche Mouaha si iscrive al festival delle bombe: ne piazza due in un amen che valgono il 26-31.
Ci pensa Pellegrino a ridurre un po’ il divario. 28-31 nei derby della regular season era un punteggio da fine secondo quarto, non primo.
È proprio cambiato tutto. Non cambia, invece, la partita con le due squadre che continuano a cercare e trovare il canestro dalla lunga distanza.
La stoppata di Palumbo su Redivo è quasi un evento. Una zingarata di Pepper e un canetsro ben costruito di Battistini regalano il massimo vantaggio Eagles (43-49). Finetti chiama time- out e funziona: Palumbo fa due su due dall’arco (49-49), poi come d’incanto per due minuti non segna più nessuno.
A rompere il digiuno – si fa per dire eh – ecco l’alley-oop sull’asse Briscoe-Terry. All’ultima azione, con sei decimi da giocare, stesso film con rimessa deliziosa dal fondo di Gentile e appoggio volante dell’ex “mulo” perso da Battistini. Più tre Udine all’intervallo lungo. Pensare che Apu e Ueb possano continuare a tirare rispettivamente con il 50% e 46.2% è utopia.
E infatti proprio questo succede. La partita, però, pian piano scivola sul piano più consono a Cividale. Il duello Gentile-Dell’Agnello è un piccolo deja vù: i due papà vinsero lo scudetto a Caserta, oggi gli eredi giocano il derby friulano in un Carnera infuocato.
Rota si inventa un canestro dal nulla che non puoi non applaudire, (68-72) come anche la bomba sulla sirena di uno straordinario Palumbo che in pratica fa ricominciare tutto da capo (71-72). Finetti dopo 33’ rischia Briscoe caricato di 4 falli. Isaiah ruba la palla che permette a Gentile di impattare (77-77) ma poi commette subito il quinto e lascia la compagnia. Un problema in una partita che si gioca punto a punto.
Anche perché, rispetto all’inizio, adesso comandano le difese. L’ultimo vantaggio bianconero lo firma Esposito schiacciando in contropiede a 6’05’’. Quando a 28’’ dalla sirena l’Apu ha palla in attacco il tabellone luminoso dice 79-84 per Cividale. Ci sono stati tre canestri e tutti ducali: due di Miani e uno di Dell’Agnello. In transizione Mouaha firma il più sette, Monaldi torna a segnare da tre quando i buoi sono già scappati e il Carnera comincia a svuotarsi.
La strada per Udine si fa in salita, Cividale continua a sognare e male che le vada giocherà due gare in casa. Ci si rivede al Carnera domani sera.
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