Un trionfo per Borsari a Borgo Mantovano: riconfermato con il 74%
Alberto Borsari è stato riconfermato sindaco di Borgo Mantovano: ha vinto con il 74,34 per cento delle preferenze sullo sfidante, l'avvocato Pietro Poltronieri che si è fermato al 25,66 per cento.
Borsari ha parlato di «risultato importante» e ha aperto all'opposizione: «Siamo pronti a collaborare per il bene del paese». Le urne hanno confermato quella che sembrava una tendenza consolidata, già alla vigilia del voto c'era la percezione che la riconferma del primo cittadino uscente ci sarebbe stata senza grosse difficoltà e tra le fila di Borsari si respirava un cauto ottimismo. Una tendenza ampiamente confermata nei numeri, che hanno certificato un fortissimo divario fra la lista di Alberto Borsari, che si presentava con una civica, e la lista dello sfidante Pietro Poltronieri, sostenuta dal centrodestra. Il sindaco uscente e la sua squadra hanno ottenuto 2. 131 voti, contro i 643 della formazione di Poltronieri.
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Nel dettaglio, Borsari si è affermato a Revere con 778 preferenze, mentre il centrodestra si è fermato a 362, a Pieve i voti della lista uscente sono stati 357 contro i 147 degli sfidanti. Ancora più netta la vittoria a Villa Poma, paese di cui Borsari era stato sindaco prima della fusione: qui la sua lista ha totalizzato 634 voti contro i 134 di Poltronieri. In tutti e tre i centri la tendenza netta in favore dell'amministrazione uscente è apparsa subito evidente, appena iniziato lo scrutinio delle schede. I dati definitivi di Pieve, dove c'è un seggio solo, hanno confermato una prima proporzione della vittoria di Borsari, certificata intorno alle 16.40 dall'arrivo dei dati definitivi di Villa Poma, che ha due seggi, e Revere, che ne ha tre.
«Abbiamo ottenuto un risultato importante e non scontato – ha commentato Borsari pochi attimi dopo la fine dello scrutinio - i numeri per me sono importanti e i cittadini hanno dato un'indicazione netta e chiara. Adesso il nostro obiettivo è quello di creare il vero e proprio Comune di Borgo Mantovano, speriamo che non ci siano altre situazioni emergenziali in questo mandato, come quelle che abbiamo vissuto di recente. Così da poter avere anni tranquilli per poter concretizzare questo risultato e unificare nel profondo la comunità nata con la fusione. Questo voto, inoltre, ci responsabilizza ancora di più, siamo a metà strada e adesso abbiamo ancora tanto lavoro da fare. Un sindaco è in carica fino a 5 minuti prima che aprano le urne e continua a lavorare e se viene riconfermato deve continuare subito il suo lavoro, appena chiuso il voto. È quello che faremo. Voglio specificare che siamo pronti a tendere la mano e a collaborare e a confrontarci sulle proposte con il gruppo che si è presentato alle elezioni e che diventerà l'opposizione, per il bene del paese».
La campagna elettorale è stata rapida e densa di iniziative da parte di entrambi gli schieramenti, la lista di Poltronieri, che partiva in svantaggio, aveva organizzato diversi appuntamenti, cui hanno partecipato anche esponenti di primo piano del centrodestra mantovano e da ultimo, venerdì scorso, l'assessore regionale alla sanità Guido Bertolaso. Il gruppo, formatosi recentemente ha messo in campo tutta la sua forza per cercare di strappare il Comune all'amministrazione uscente, gli elettori di Borgo Mantovano si sono espressi nettamente per la continuità.
L’opposizione: il Comune così andrà a morire
«Siamo contenti di esserci, faremo un'opposizione forte, pronti a collaborare, ma bisogna cambiare marcia, se si va avanti come nei cinque anni precedenti il paese muore», commenta Pietro Poltronieri subito dopo il voto che lo ha visto sconfitto a Borgo Mantovano contro il sindaco uscente Alberto Borsari. «Il gruppo rimarrà unito – continua Poltronieri, che aggiunge - non potevamo certamente competere con chi è già incarica da cinque anni, non possiamo competere con persone che all'ultimo momento cambiano bandiera, quindi per noi è andata bene». Poi lo sfidante va all'attacco e promette un'opposizione rigorosa: «Nella precedente esperienza amministrativa non c'era un centrodestra e non c'era un'opposizione, quindi hanno potuto fare quello che hanno voluto, adesso dovranno rispondere di tutte le mancanze che abbiamo sollevato». Poltronieri mette l’accento anche sull'affluenza bassa: «C’è poi un dato che non si può ignorare e che deve far pensare, un fortissimo assenteismo, che supera il 50 per cento. In una realtà come questa si spiega solo con un fortissimo disinteresse, soprattutto dei giovani: colpa di un'amministrazione che non li ha saputi coinvolgere, che li ha delusi. Cercheremo di parlare a tutte queste persone e di dar loro voce. Noi ci siamo e intendiamo restare. Siamo disponibili a lavorare insieme, ma dipende da cosa significa. Noi non siamo la lista della ricerca della poltrona, dei social e del consenso a tutti i costi, siamo la lista per il paese. Certo che se andiamo incontro ad altri 5 anni di amministrazione come i precedenti questo paese morirà».