Nel testa a testa a Castel Goffredo la spunta Posenato: torna sindaco dopo 5 anni
Alfredo Posenato è il nuovo sindaco del comune capofila del Distretto della Calza. Torna sulla sedia più alta di piazza Mazzini dopo cinque anni, due quei quali seduto nelle file dell'opposizione al fianco di Davide Ploia, capogruppo e, ora, capolista, che la volta scorsa perse le elezioni per solo due voti.
Anche in questa tornata la differenza fra i due schieramenti è minima, solo 72 voti in tutto. In termini percentuali, Posenato vince con il 50,24%, mentre Achille Prignaca, e la coalizione di centrodestra, raccoglie il 49,76%. Il tutto con un'affluenza del 54,44% (pari a 5.061 votanti su 9.296 aventi diritto). Sul fronte dei voti, dunque, Posenato ha ottenuto 2.519 voti, mentre Prignaca 2.447. L'ex sindaco, dunque, dopo cinque anni torna in Comune, e lo fa con una compagine civica che sconfigge il centrodestra unito che, sul territorio, aveva l'appoggio anche di parlamentari, assessori e consiglieri regionali.
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«Si parte, c'è molto da fare. Una vittoria che è frutto di un lavoro di squadra. Siamo trasversali e davvero civici. Ora però, come abbiamo concordato prima delle elezioni, c'è da stemperare un clima troppo teso e aprire una nuova fase» sono le prime parole del neo sindaco Alfredo Posenato che, pur tenendo fede al patto di stringere la mano all'avversario, ha chiamato prima a casa per far sapere il risultato alla famiglia.
«Confermo quanto detto in campagna elettorale, e cioè che confido nell'onestà dei parlamentari del territorio che, per il bene di questo, saranno interlocutori importanti» commenta Posenato.
A stringere la mano al nuovo sindaco arriva anche il grande assente di questa tornata elettorale, e cioè Roberto Lamagni. Per la prima volta non in corsa, ma con un chiaro invito ad appoggiare Posenato, ripetuto più volte sui social, e confermato con tre uomini della sua parte in lista con il neo sindaco.
Soddisfazione anche per Davide Ploia, il più votato nella lista di Posenato, che perse per due voti nel 2018. «È una grande vittoria, siamo un gruppo unito e lo abbiamo dimostrato. Siamo davvero felici di questo risultato visto l'amarezza della volta scorsa» dichiara Ploia, che conclude: «Sono anche io convinto che se un parlamentare ha a cuore il territorio, non farà differenze e lavorerà per il bene di tutti i comuni del mantovano». Posenato, poi, sulla nuova giunta fa sapere che «non abbiamo fretta, ma non vogliamo neppure perdere tempo. Prima di tutto dobbiamo vedere le preferenze che i candidati hanno ottenuto. Allo stesso tempo ci sono le deleghe e, come squadra, lavoreremo per essere tutti coinvolti e operare al meglio».
Una cosa, però, è certa, vista le preferenze e il legame fra i due, e cioè che il vicesindaco di Posenato sarà ancora una volta, come dieci anni fa, Davide Ploia. La festa prosegue fuori dalle scuole dove la lista si riunisce per festeggiare, stappare il vino e fare il primo brindisi, tutti insieme. Una festa che, dunque, stempera una tensione che, per tutta la durata dello spoglio, aveva caratterizzato di due schieramenti.
Prignaca stringe la mano al vincitore: sarà opposizione costruttiva
Tiene fede al patto siglato in via ufficiosa prima delle elezioni il sindaco uscente Achille Prignaca e, subito dopo la conferma della sconfitta, arriva dal nuovo sindaco Alfredo Posenato e gli stringe la mano. «Saremo un'opposizione costruttiva» sono le prime parole del primo cittadino uscente, visibilmente toccato da questa giornata elettorale che ha visto gli otto seggi lavorare con calma, dopo quanto successo la volta scorsa, e cioè la differenza di due voti.
«Ho combattuto una buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. E ho perso. Sono, in parte, parole di San Paolo, che uso per descrivere questo momento. Abbiamo lavorato bene per cinque anni, e ora faremo un'opposizione serie e che serva a riunire il paese, per stemperare gli animi» commenta Achille Prignaca che raccoglie comunque il plauso della sua lista e dei parlamentari Andrea Dara, Carlo Maccari e Paola Mancini, senatrice e assessore uscente, oltre che coordinatrice di Fratelli d'Italia, partito di maggioranza al governo che, però, qui a Castel Goffredo non ha fatto la differenza.
Emblematici sono i volti dei pilastri politici della giunta uscente, fra i quali l'ormai ex assessora Giulia Merlo e la stessa senatrice Paola Mancini. «Toccherà a loro ora portare avanti ciò che abbiamo iniziato. La nostra opposizione sarà come la loro, collaborativa pur se distinti nelle varie azioni». Lega e Fratelli d'Italia erano presenti alle scuole elementari, con parlamentari e segretari di partito (Antonio Carra per la Lega e Mancini per FdI), mentre di Forza Italia, terzo partito che sosteneva Prignaca, non c'erano rappresentanti se non locali.