Suzzara, colpita al collo da un pezzo d’acciaio: muore dissanguata operaia di 59 anni
Infortunio mortale, lunedì mattina, poco prima di mezzogiorno, alla Bcl di Terenzio Bottazzi situata in via Donella, specializzata nella tranciatura, stampaggio e saldatura di lamiera a freddo e nella lavorazione del tubo. Per cause ancora al vaglio degli ispettori di Ats Valpadana e dei carabinieri di Suzzara e Gonzaga, un'operaia di cinquantanove anni, Maura Marangoni, residente a Motteggiana in strada Belvedere è morta per essere stata colpita da un pezzo d'acciaio espulso da una macchina di stampaggio che le ha reciso la vena giugulare.
La donna è morta dissanguata nel giro di pochi secondi. A nulla sono valsi i tentativi di alcuni coraggiosi colleghi che hanno provato a fermare la copiosa emorragia e dei sanitari arrivati pochi minuti dopo per riuscire a salvare la 59enne, madre di due figli, una femmina e un maschio. Maura avrebbe dovuto andare in pensione a novembre, al compimento del sessantesimo anno d'età.
Nativa di Borgoforte di Borgo Virgilio, Maura ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia e al lavoro. Una vita a volte crudele e dura, dato che per ben due è volte è rimasta vedova ma ciò non le ha impedito di rialzarsi e di pensare ai suoi due figli oggi già grandi Samantha di 30 anni e Nicola di 22, entrambi occupati nella loro rispettive attività lavorative. Maura lavorava alla Bcl da oltre vent’anni, precedentemente aveva lavorato alla Oto Mills di Motteggiana.
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La salma è custodita all'obitorio di Suzzara. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Suzzara con il caposquadra Angelo Bufalo e la Croce Rossa di Suzzara. Il magistrato che sta seguendo il caso deciderà se far eseguire dall'equipe medica dell'ospedale “Poma” l'esame autoptico per verificare le cause della morte.
Il macchinario che, durante la fase di lavorazione, ha espulso il pezzo stampato che ha colpito l'operaia ferendola mortalmente è sotto sequestro. Si cercherà di capire se l'incidente sia stato causato dal funzionamento difettoso di un pistone, che, da indiscrezioni, sembra abbia afferrato due fogli da stampare anziché uno. Tuttavia la dinamica è ancora tutta da accertare. I funerali, ovviamente, non sono ancora stati fissati.
La notizie dell'infortunio mortale si è ben presto diffusa, suscitando viva impressione e vasto cordoglio e ha nuovamente riportato l'attenzione dei media alle morti sul lavoro che paiono inarrestabili. I segretari provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl asse del Po e Uilm Uil, rispettivamente Marco Massari, Stefano Bridi e Luciano di Pardo in una nota chiedono “sanzioni per chi non rispetta le leggi sulla sicurezza, prima forma di prevenzione e di introdurre la patente che riconosca alle aziende i meriti e penalizzi quelle che non si curano di salute e sicurezza dei lavoratori, anche con l’esclusione perpetua dal sistema degli appalti pubblici e privati”. E aggiungono: «Va accresciuta l’informazione, la formazione nei posti di lavoro, vanno rafforzate le forme di coinvolgimento e partecipazione degli Rls, e per accrescere l’educazione della salute e sicurezza, vanno introdotti percorsi formativi sulla salute e sicurezza nelle scuole superiori».