Sempre al fianco dei mariti, le mogli degli alpini condividono festa e valori
UDINE. Le mogli degli alpini cucinano sotto i tendoni, accompagnano i mariti lungo le strade del centro e condividono i valori di amicizia e fratellanza che accomunano tutte le adunate. Arrivano dal Trentino, dal Veneto, dalla Valle d’Aosta e dall’Emilia, non temono la pioggia anche a costo di dover dormire sui furgoni. Per alcune quella di Udine è la sedicesima Adunata, per altre la prima e il giudizio è ugualmente positivo.
«Mi diverto molto, è una bella compagnia» assicura Graziella Marini, moglie di un alpino iscritto alla sezione Ana di Venegazzù del Montello, mentre sistema l’accampamento allestito nel parcheggio del supermercato Panorama.
«Con noi ci sono anche i gruppi di Selva e Santa Maria, siamo attrezzatissimi: abbiamo anche la doccia» racconta, mentre il gruppo giunto da Navono, con un po’ di ironia, sostiene che le loro mogli non hanno voluto seguirli.
In realtà le donne al fianco delle comitive di alpini sono tante. Sono mogli, figlie e amiche. Neppure accennano alle presunte molestie denunciate a Rimini anche se molti alpini continuano a commentare con rabbia questo fatto perché le ritengono infondate. Ma torniamo all’Adunata di Udine, caratterizzata, come sempre, dall’invasione dei cappelli piumati.
In viale Trieste sosta il gruppo di Valchisone (Torino) vicino al Sestiere: «Mio marito era e resta un alpino, loro sono sempre andati io ho cominciato con l’adunata di Torino e da allora non ho più smesso» racconta Gabriella Agliaud con entusiasmo.
Lei è arrivata assieme a 45 persone e con Federica e Katia si dedica alla cucina. Dal lago di Iseo è giunta pure Elena Baccini, ci teneva a esserci perché alla caserma Di Prampero di Udine suo papà ha fatto l’alpino.
«Mio papà ha 79 anni e ci tenevamo molto a esserci» puntualizza, mentre il padre Amilcare per il quale è un onore partecipare all’Adunata con figlia, la raggiunge.
Sonia, invece, arriva da Genova, lei è giovane non segue il marito e neppure il padre, a trasmetterle i valori alpini è stato lo zio e il nonno. Per lei quella degli alpini è «una seconda famiglia» e l’Adunata «è una festa che trasmette molte emozioni».
Da almeno una decina d’anni pure Viviana accompagna il marito, «è una festa faticosa ma carina. Qui cuciniamo, laviamo, alla sera siamo sfinite ma lo facciamo volentieri».
In via Diaz ha trovato spazio anche il gruppo Ana di Vicenza con il suo motto stampato sulle tazze: “Facciamo persino fastidio da quanto beviamo”.
Nel gazebo c’è Annalisa Toso del gruppo dello Spiedono, di Reana, pure lei aiuta gli alpini: «Siamo molto amici del capogruppo Daniele Bertoni e, quindi, non potevamo mancare».
L’amicizia che lega gli alpini alle altre associazioni è unico, come unici sono i valori descritti da Elena Filippi, giunta a Udine dal Trentino, precisamente dalla Valle di Ledro.
Elena indossa con orgoglio il cappello piumato, ha imparato a portarlo durante la mini naja che ha fatto per tre anni di seguito. «Sono stata scartata perché non raggiungevo i limiti di altezza – racconta – poi quando sono venuti meno i limiti di altezza avevo oltrepassato i limiti di età. Proprio non mi volevano».
Per lei questa è la sedicesima adunata. E a chi le chiede cosa lascia un’Adunata, Elena risponde con un sorriso prima di aggiungere «è una grande famiglia, pensi che dopo 10 anni ancora ci sentiamo, lo spirito alpino è inconfondibile, basta girare per l’Adunata per coglierlo e comprenderlo».
E poi c’è Cristina l’autista degli alpini, arriva da Parma e assicura di tenerli a bada tutti. «Questa festa – spiega – trasmette allegria e amicizia».
Tre coppie sono arrivate giovedì da Bergamo, fanno parte del gruppo Valtesse-Valverde: «Siamo orgogliose – assicurano le mogli – che i nostri mariti siano degli alpini». Analoghe le considerazione delle signore giunte da Aosta, una è alla dodicesima Adunata, l’altra alla seconda.
«Io da quando sono nato perché sono nato alpino» le fa eco il compagno, «proviamo gioia ed emozione, ogni anno incontriamo nuovi amici».
Alle mogli fa piacere condividere la festa con i mariti, lo conferma anche la coppia di Abbiategrasso, con il cane al seguito, mentre sosta sotto la loggia di piazza Libertà. Poco più avanti un gruppo di Pergine Valsugana, provincia di Trento, apprezza Udine.
Da quando hanno smesso di lavorare, le mogli seguono i mariti alpini all’Adunata per percepire i valori dell’essere alpino. «Proprio perché sono valori che si sentono ancora soprattutto nelle nostre zone – affermano – è importante conservarli».
Marcella Avanzi, invece, è arrivata in camper con la figlia di cinque anni: «Per lei – dice indicando la bambina – è la seconda adunata, mentre io partecipo da sempre».
Alloggia nel camper parcheggiato alle porte di Udine e non teme nessun diluvio. La voglia di partecipare è tanta e la pioggia non la rovinerà.