Mantova è la regina dei boschi, la superficie a foresta è al top
Enti a raccolta per ricomporre il mosaico green del territorio: dopo trent'anni dai primi imboschimenti e riqualificazioni ambientali, la provincia di Mantova si caratterizza per numero di interventi più elevato che nelle altre province lombarde di pianura, e oggi si conta una superficie forestale di circa 2.300 ettari, mille dei quali di aumento dei boschi naturali e gli altri di nuovi, vari interventi.
È uno dei dati emersi dal convegno “Il ritorno del bosco di pianura: esperienze mantovane” promosso dall'ordine provinciale Agronomi e Forestali alla Carpaneta, che ha celebrato i suoi vent'anni dalla nascita. Caffè e biscotti alla farina di ghianda di quercia la novità, a sottolineare il valore multiforme del bosco di Gazzo Bigarello, caratterizzato proprio dal progetto di ricomporre il patrimonio genetico della quercia farnia. Le molte tessere del mosaico sono i Comuni, i Parchi Regionali, un Consorzio di Bonifica, la Provincia, la Regione e anche qualche privato. I rappresentanti degli enti hanno portato al convegno il racconto delle realizzazioni e dei progetti in avvio. Dopo un excursus storico introdotto da Susanna Perlini, coordinatrice dell'evento, i saluti del sindaco Beniamino Morselli e dell'assessore regionale all'agricoltura Alessandro Beduschi: «Questo è un luogo magico – riferendosi alla Carpaneta – il nostro assessorato lo prenderà ad esempio per proporlo in altre realtà».
Al tavolo dei relatori la prima parola è per il bosco senior: foresta Fontana. «La gestione di questa foresta relitta – spiega il tenente colonnello Vincenzo Andriani dei Carabinieri Forestali reparto Biodiversità – vede impegnata l'Arma nel tentativo di giungere a una foresta matura pluristratificata». Ma i tempi della natura sono tutt’altro che brevi: 500, 600 anni la stima per avere, spiega Andriani, una foresta con compresenze di alberi adulti, maturi e senescenti e anche di individui giovani, che ora mancano.
«Per favorire la rinnovazione del bosco sono state aperte 8 buche sperimentali nella copertura forestale: radure che fanno filtrare la luce e favoriscono, con la caduta dei semi, il processo di germinazione».
Il racconto della più giovane foresta di pianura, la Carpaneta, vent’anni appunto, e dell’Isola Boschina. Ne parla Paolo Nastasio di Ersaf: dall’acquisto dell'isola nel 1973 dall’ex marito di Maria Callas, all’acquisizione al patrimonio regionale, con sostituzione delle aree a pioppeto con alberi da bosco e radure. E la Carpaneta: «È un ritorno del bosco che c’era, documentato nell’anno 1202– spiega Nastasio – ora coniuga l'area boscata con altre dedicate alla fruizione».
La riqualificazione delle sponde dei laghi di Mantova, uno dei temi illustrati da Marcella Ghidoni del Comune di Mantova, le azioni della Provincia sul demanio del Po, il potenziamento delle reti ecologiche del Parco del Mincio, i servizi ecosistemici monetizzati con progetti d'avanguardia dal Parco dell’Oglio, i mille interventi dei comuni, che accedono a bandi di Regione Lombardia.
E testimonianze non scontate. Come quella, lungimirante, del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po che, ha spiegato la vice presidente Ada Giorgi, dal 1999 ha creato vasche di laminazione per proteggere abitati dalle alluvioni ma ha anche aiutato la crescita di aree a bosco planiziale. Al Consorzio forestale Padano, il compito di inquadrare le incognite del domani: a impattare sulle progettazioni future, la siccità. «Le scelta fatte 10 anni fa – spiega Marco Goldoni – si scontrano con i cambiamenti climatici». Il confronto è aperto, ai tecnici le risposta da trovare