Elezioni a Ivrea, le risposte dei candidati alle domande dei lettori
IVREA. Il confronto pubblico organizzato dalla Sentinella al teatro Giacosa in vista del voto amministrativo ha visto i candidati Cadigia Perini (Unione popolare), Matteo Chiantore (Viviamo Ivrea, Laboratorio civico, Movimento 5 stelle, Partito democratico), Andrea Cantoni (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Ivrea), Carlo Bravi (Popolo della famiglia) e Stefano Sertoli (Progetto Ivrea, LiberarlIvrea, Sertoli sindaco, Azione-Italia viva) rispondere a molte domande. Diversi quesiti inviati dai lettori della Sentinella, però, purtroppo non hanno trovato spazio per mancanza di tempo. Abbiamo però, come detto dal palco, inviato le domande ai candidati chiedendo loro di rispondere. La Sentinella si è impegnata a pubblicare le risposte sul sito secondo l’ordine di arrivo.
Domanda numero 1. Sono un giovane di 17 anni e ho notato che le persone della mia età si rendono conto dei problemi di Ivrea e in generale della politica locale solo quando si avvicinano le elezioni. Credo che questo crei un voto poco consapevole, cioè un voto per l'amico dell'amico o per le persone di cui si parla in famiglia. Ad esempio, ho apprezzato il dialogo che si è andato a creare nei gazebi e nei vari incontri, anche se spesso solo finalizzato a guadagnare il voto. Al contrario, ho sentito una vera barriera tra la politica e i giovani in tutti gli anni passati. Come pensa di poter informare concretamente i giovani della situazione politica locale?
SERTOLI: «I giovani preferiscono messaggi chiari e brevi, come d’abitudine sui social media. Questo determina però un approfondimento solo parziale dei temi. La politica locale (come anche quella nazionale) tende ad essere rissosa invece che dialogante e ciò impedisce l’approfondimento, la spiegazione, la valutazione. Io ho cercato di dialogare tutti i giorni con chiunque. Non solo sotto elezioni. Se i giovani vogliono proporre delle modalità di informazione e condivisione sarò certamente disponibile ad ascoltare sperando che esse possano avere successo e vedere aumentare il numero dei giovani interessati».
PERINI: «Per informare, coinvolgere e ricevere l’importante contributo delle nuove generazioni, nel nostro programma proponiamo: la riapertura Informa Giovani (con uno sportello itinerante nelle scuole superiori); una campagna di sensibilizzazione per la partecipazione attiva dei giovani alla cura della città; l’istituzione della Consulta Comunale Giovani. E inoltre la promozione di eventi vicini al mondo giovanile (musica, sport, …) con coinvolgimento diretto dei ragazzi il recupero di spazi comunali attualmente inutilizzati da assegnare ai giovani in autogestione per la creazione di luoghi per attività aggregative, musicali, artistiche, ricreative»
Domanda numero 2: Vorrei chiedere se ci sono dei progetti per rimodernare la piscina comunale così da facilitare l'accesso in particolare alle famiglie con bambini.
SERTOLI: «Sulla piscina occorre fare una riflessione anche sulle modalità di gestione proprio per renderla sempre più accessibile e soprattutto accessibile a famiglie con bambini. Sarà mio compito principale risolvere questo problema a cui sono molto sensibile».
PERINI: «La pratica dello sport come pure il gioco sono un diritto delle bambine e dei bambini che un’amministrazione pubblica deve garantire. La nostra piscina comunale ha bisogno di una seria e urgente opera di ristrutturazione che va inserita, e i finanziamenti identificati, fra le prime priorità della prossima amministrazione. Parallelamente si deve valutare l’opportunità, insieme alle società sportive, di costruire in città un palazzetto dello sport»
Domanda numero 3: Ivrea è in fase di declino da anni. In altre aree le amministrazioni locali hanno attuato strategie che hanno attirato imprese, creato lavoro e posto condizioni per il miglioramento economico e demografico: cosa deve fare Ivrea per poter seguire quegli esempi virtuosi? Quali iniziative intende svolgere per avviare la realizzazione in tempi brevi del nuovo ospedale di Ivrea? Quali i tre obiettivi più importanti del suo programma raggiungibili nel corso di un eventuale mandato?
SERTOLI: «Brevemente: riunire associazioni e soggetti economici, politici, sindacali e confrontarci con gli enti superiori per capire come sviluppare insediamenti e collaborare con chi già si sta privatamente muovendo in tal senso; per l’ospedale che dovrà essere a Ivrea nell’area ex Montefibre la Regione deve esprimersi a brevissimo senza procrastinare ulteriormente. Tre obiettivi: - viabilità - commercio , sport turismo - tribunale».
PERINI: «Ivrea deve superare una sua debolezza: l’incapacità di essere il punto di riferimento e progettuale dell’Eporediese. Occorre una stagione nuova di concertazione territoriale tra l’amministrazione, i sindacati, le imprese, le associazioni dell’economia cittadina, per includerle sistematicamente e con trasparenza nei processi necessari alla ripresa dell’economia e dell’occupazione. Consorziarsi per dare servizi alle imprese, per avere più forze nel richiede un trasporto pubblico (gomma e ferrovia) adeguati, per investire in accoglienza e servizi alle persone e famiglie (ad esempio asili nido pubblici). Una delle conseguenze di questa debolezza è anche la mancata realizzazione del nuovo ospedale. Si devono lasciare da parte pregiudiziali e campanilismi e pensare all’Ospedale del Canavese, ragionando insieme al territorio e alla Regione per identificare l’area più idonea, senza chiudersi in una scelta unica. Obiettivi: censimento spazi pubblici e privati chiusi e in degrado da riattivare e assegnare a giovani per farne centri aggregativi, d’arte, aprire centri anziani in ogni quartiere, ed altre finalità sociali. 2) I quartieri al centro: aprire in ogni quartiere un ambulatorio infermieristico, decentrare servizi, apertura di un armadio farmaceutico (farmacia comunale), rete commerciale da sostenere e sviluppare laddove assente (es. a San Giovanni dove manca da tempo un mini-market). 3) Limitare l’accesso delle auto incentivando il parcheggio esterno (parcheggi gratuiti) e utilizzo di circolare elettrica. Sviluppo completo delle piste ciclabili anche verso i quartieri»
Domanda numero 4: Il percorso che si sviluppa tra la rotonda di corso Vercelli, via Strusiglia e il centro presenta cinque attraversamenti pedonali, svariati inserimenti in strada da condomini e diverse intersezioni da vie laterali. Non si possono installare autovelox o dispositivi equivalenti limitando la velocità a 30/km orari?
SERTOLI: «Sono diversi i punti della città che vanno regolati meglio nell’ambito di quanto previsto dal Codice della strada. Oltre a quelli citati, ricordiamo l’alta velocità in via Jervis e in altri punti. Dobbiamo assolutamente trovare soluzioni fattibili».
Domanda numero 5: La gestione del randagismo è un obbligo di legge. L'attuale struttura non è a norma e alcune parti sono talmente vetuste che dovranno essere necessariamente cambiate entro l'anno, con una spesa molto ingente, che oltrepassa l'ordinaria manutenzione. L'associazione EporediAnimali opera nel recupero e gestione dei gatti randagi, aiuta persone in difficoltà, accoglie gruppi che spaziano dai bimbi dell'asilo agli alunni delle elementari, fino alle superiori con percorsi di alternanza scuola-lavoro. Accoglie bambini e adulti segnalati dall'Asl per problemi quali il mutismo selettivo o il reinserimento lavorativo. Si interfaccia con i tribunali per i lavori di pubblica utilità, con le forze dell'ordine per segnalazioni e sequestri, con il carcere per l'accoglienza di detenuti, con le associazioni del territorio per progetti con bambini disabili e sollievo dal disagio sociale. Gli interventi coprono un’area che va dal biellese a Ceresole, da Chivasso a Gressoney, con buona collaborazione dei gattili di Rivarolo e Santhià. In 20 anni è stato aperto tutti, e ripeto tutti, i giorni dell’anno, indipendentemente da feste e condizioni meteorologiche, come le altre strutture sanitarie, pur essendo una baraccopoli e vivendo di volontariato e offerte: è un vero miracolo, nonché un vanto per la città di Ivrea! Ora però è necessario un intervento degli enti indicati dalla legge per la gestione del randagismo: Comuni e Asl. Bisogna trovare una sede adeguata e creare una gestione "balteo/canavesana" della sanità animale. Cosa intendete fare al proposito?
SERTOLI: «Partire da quello che è già stato fatto in questi anni, e non è poco. Con l’ASL occorre confrontarsi seriamente regolando e gestendo le colonie feline. Lavorare per trovare risorse per sostenere il lavoro quotidiano che viene fatto».
PERINI: «Come detto nella domanda la gestione del randagismo, è un obbligo di legge, ma prima di tutto direi che è un obbligo di civiltà, a carico dell’amministrazione comunale e della Asl. Il lavoro dell’associazione EporediAnimali è encomiabile, le volontarie fanno un lavoro immenso per tutta la comunità, per contro le amministrazioni comunali fin qui succedutesi non hanno mai fatto la loro parte per quanto riguarda l’identificazione di una sede adeguata e la giusta regolarizzazione del rapporto associazione enti pubblici, non ultima, anzi di primaria importanza, l’Asl. Il comune deve anche agevolare convenzioni con in veterinari affinché dedichino ore pro bono al gattile. Come per altri servizio poi, è necessario che Ivrea ragioni per territorio, ovvero pensando ad un gattile consortile coinvolgendo tutti i comuni dell’Eporediese»
Domanda numero 6: Quali sono le vostre strategie per sostenere il commercio?
SERTOLI : «Il DUC è un caso importante e sta dando risultati. Abbiamo sostenuto il commercio in pandemia e dopo. Abbiamo messo a disposizione importanti risorse del bilancio comunale. Collaboriamo con la consulta del commercio che abbiamo istituito noi. Forse una sorta di alleanza e di responsabilizzazione per evitare che tutto sia chiuso quando ci sono importanti eventi o nei periodi di maggiore affluenza turistica, sarebbe utile».
Domanda: Uso quotidianamente la bicicletta in città, in parte per motivi ecologici, ma anche perché non ho la patente: andare in bici non mi pesa, perché so che pedalando contribuisco al benessere e alla salute mia e della mia città. Vorrei fare una domanda al sindaco Sertoli, perché non trovo rispettoso nel confronto di noi ciclisti parlare ADESSO di piste ciclabili: come mai in cinque anni non è stato creato a Ivrea un metro di pista ciclabile? Perché continuate a demonizzare la pista ciclabile di corso Massimo D’Azeglio? Solo perché è stata fatta dagli avversari politici? Come ciclista, sono la prima a riconoscere che la pista sul marciapiede di Corso Massimo non sia perfetta, ma ha comunque tolto le biciclette dalla convivenza su strada con le auto, ha dato spazio a tanti bambini e bambine di muoversi in autonomia con la propria bici in città, ha creato un itinerario ciclabile più sicuro per chi deve andare al Liceo Gramsci/quartiere Montefibre, ha dato visibilità alle tante persone che vanno in bici a Ivrea. Siamo tanti e tante. Perché non credete veramente che la riduzione del traffico delle auto passi dalla promozione di mezzi alternativi, in particolare le biciclette?
Risposta di Sertoli: «Questo lo dice lei. Io non demonizzo nessuno e finché ho potuto sono andato in bicicletta, ma una pista ciclabile sul marciapiede deve essere fatta sapendo che ci sono altri utenti dello stesso marciapiede. Va fatto un progetto complessivo su corso Massimo D’Azeglio come su altre aree o tratti di città, perché la convivenza tra ciclisti, pedoni, negozi, dehors e automobili è fondamentale in una città con la circolazione complicata come Ivrea».
Domanda: Come Direttivo dell'Associazione Bellavista Viva OdV di Ivrea, desideriamo porre una domanda al candidato Sertoli. Ci siamo sempre impegnati con solerzia ed entusiasmo per realizzare nel nostro Quartiere Bellavista la rassegna di Cinema Estate, sostenuta anche dal prezioso contributo comunale. Con l'attuale Bando 2023 ci pare di essere esclusi dalla selezione, in quanto all'art. 10 si specifica che saranno coperte solo le spese per attività e manifestazioni "realizzate esclusivamente nel cortile del museo civico P.A Garda in Ivrea ovvero al teatro Giacosa". Anche se in un altro articolo del Bando, in modo - secondo noi - contradditorio, si chiede che "l’Associazione dovrà accertarsi che il luogo in cui intende realizzare l’evento sia agibile e nella loro disponibilità, attuando tutte le disposizioni vigenti in materia di sicurezza. Inoltre il richiedente dovrà specificare se oltre al contributo intende richiedere l’utilizzo gratuito di determinati spazi o luoghi pubblici di proprietà del Comune di Ivrea e nella sua disponibilità". Comunque, la domanda è: come mai questa scelta di accentramento, di esclusione di spazi e soggetti periferici? perché parlate spesso di recupero e riqualificazione delle periferie urbane, se poi le emarginate?
Risposta di Sertoli: «A volte , purtroppo, ci si trova in una situazione in cui bisogna fare delle scelte che, per alcuni, possono apparire non comprensibili. Questo non significa voler escludere o non tenete in considerazione i quartieri come dimostrato , nel caso specifico di Bellavista dove abbiamo rinnovato il patto di valorizzazione con Bellavista viva , e come promesso tre anni fa vi abbiamo inserito la concessione del centro civico, e per quanto riguarda la comunità energetica, abbiamo messo a bilancio i soldi necessari per l’impermeabilizzazione della Don Milani, passo necessario per realizzare l’impianto fotovoltaico della comunità energetica. Inoltre uno dei progetti del PNRR prevede la valorizzazione del centro civico e aggiungo che il progetto di mobilità sostenibile riguarda anche Bellavista. Difficile sostenere che quest’amministrazione non abbia a cuore Bellavista. La scalinata di piazza primo maggio parla da sola e non per nulla è la copertina della pagina fb del PD».