Appalto nel cantiere di Monfalcone, Cgil e Fiom: «Parte della paga data ad altri operai»
MONFALCONE Che la paga globale nell’ambito dell’appalto sia un fenomeno ben che conosciuto, e combattuto, dalla Cgil, è un dato di evidenza indiscussa. Lo testimonia la costante gestione delle vertenze scaturite da lavoratori, rimasti “invischiati” in un meccanismo dal quale hanno deciso di liberarsi, a costo della perdita del lavoro. Ma emerge altro. La si può definire una “paga globale mutante”, in grado di riprodurre “varianti”. «Vogliamo continuare a denunciare pubblicamente le gravi condizioni in cui vengono a trovarsi lavoratori privati dei diritti fondamentali, in condizioni di sudditanza a forme di distribuzione delle paghe mascherate da una formale regolarità», osserva il segretario provinciale della Cgil, Thomas Casotto. Assieme al segretario provinciale della Fiom, Michele Orlandini, vengono posti due casi di “varianti” figlie della paga globale. Si tratta di due lavoratori operanti nell’appalto del cantiere navale che si sono licenziati e hanno “portato le carte” e la loro testimonianza sul tavolo del segretario Casotto. Una fattispecie consiste nel pagamento dello stipendio attraverso due bonifici di importi diversi. Quello minore, però, una volta appoggiato sul conto corrente del lavoratore, dovrà trasformarsi in denaro contante da consegnare “brevi manu” ad un collega. L’altra variabile è “lavorare pur essendo in ferie”. Tutto è al vaglio dell’Ufficio vertenze del sindacato, ai fini dei conteggi e della definizione della procedura, ma in entrambe le situazioni la Cgil ha inoltrato opportuna comunicazione alle ditte, distinte, presso le quali i lavoratori erano dipendenti, in attesa di risposte, così come hanno informato gli enti preposti.
Casotto premette: «È già grave che il lavoratore percepisca la paga globale, che significa rimetterci qualche migliaio di euro tra Trattamento di fine rapporto, tredicesima, ferie e permessi diluiti di fatto nello stipendio mensile. A questo si aggiungono altri “espedienti” a danno del dipendente». I lavoratori, uno italiano l’altro di un altro Paese europeo, hanno dunque lasciato il posto affidandosi alla vertenza aperta dalla Cgil. Il segretario provinciale espone la situazione dell’ex operaio italiano: «Già vessato da una paga inferiore e al di fuori di quanto previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, il lavoratore s’è trovato un duplice accredito sul conto corrente, salvo poi dover consegnare l’importo minore in contanti ad un collega. Gli è stato tutto indicato attraverso un appunto scritto, la cifra ed il nominativo del lavoratore a cui consegnare il denaro. Gli è accaduto almeno quattro volte. Di quel passaggio pertanto non c’è alcuna tracciabilità», osserva Casotto.
Veniamo al lavoratore straniero. «Anche in questo caso percepisce la paga globale, un po’ più alta rispetto alla situazione precedente, ma sempre inferiore rispetto al Contratto collettivo nazionale. È capitato quindi che si sia trovato contemporaneamente al lavoro e a casa. Dunque le ore effettivamente lavorate, formalmente, ossia in busta paga, sono state imputate come ferie». Insomma, una prestazione lavorativa “fantasma”. Orlandini dice altro aggiungendo: «Abbiamo riscontrato anche situazioni in cui in busta paga risultino trasferte non effettuate, modalità per evadere le tasse».
Casotto lo afferma con estrema convinzione: «Non sono due casi isolati, sono due esempi di tante altre circostanze poco trasparenti. Abbiamo ragione di credere, peraltro, che il passaggio di denaro contante attraverso la modalità del bonifico, non sia limitata al solo lavoratore che si è presentato da noi». Il segretario Cgil parla di un «malessere diffuso, poiché sono molti i lavoratori coinvolti in sistemi di questo tipo. In questi anni, il numero di questi casi ci risulta importante». E aggiunge: «Quanto si sta vivendo a Marghera è sovrapponibile a quanto accade a Monfalcone. Indubbiamente ci sono tante imprese di appalto sane e rispettose di norme e contratti, ma questi fenomeni pesano molto e depauperano il territorio e l’economia produttiva».