Ivrea, dai carabinieri una stanza tutta per sé per ascoltare le vittime
Ivrea. Le sue tinte pastello, le linee morbide dell’arredamento, le immagini alle pareti confortano e rassicurano. Una stanza tutta per sé, inaugurata il 9 maggio all’interno della stazione dei Carabinieri di Banchette grazie a una collaborazione fra i militi ed il Soroptimist International Ivrea e Canavese, è uno spazio di primo ascolto concepito per le persone, in particolare donne, vittime di violenza, piaga sociale sempre più dilagante. Presenti all’evento anche delegazioni di studenti dell’Iis Cena e del liceo Gramsci, scuole in cui i carabinieri hanno tenuto incontri sul questo tema. Quella di Ivrea è la 225ª realizzazione in un progetto partito a livello nazionale nel 2015.
«Una stanza più simile a un salotto che a un ufficio per mettere a proprio agio e aiutare a raccontare quanto si è subito - ha spiegato il capitano Manuel Grasso, comandante della compagnia di Ivrea, introducendo la cerimonia -. Il Soroptimist ha donato anche le videocamere ed i registratori per verbalizzare le dichiarazioni». Il generale Claudio Lunardo, comandante provinciale dei carabinieri di Torino, ha sottolineato come attraverso progetti simili si fortifichi la vicinanza dell’Arma ai cittadini, aggiungendo poi: «Confessioni di violenze e abusi su ragazze e bambini emergono spesso grazie all’empatia e alla fiducia che i carabinieri sanno creare interagendo con i soggetti, per questo va dato merito al Soroptimist per come ci consente migliorare il nostro lavoro, sempre in collaborazione con le reti antiviolenza presenti sul territorio».
«Questa stanza è un ponte fra le istituzioni e la società - ha affermato Gabriella Viglione, procuratrice della Repubblica di Ivrea -. Violenza familiare e di genere sono spesso drammaticamente imprevedibili, di solito oggetto di un’interiorizzazione sociale a tutti i livelli, economici e culturali. Ecco l’importanza di momenti di contatto accompagnato nei quali la solerzia e la sensibilità delle forze dell’ordine consentono alle vittime di trovare la forza di denunciare, scelta dall’effetto spesso dirompente sulla loro vita».
Gratitudine verso le socie ha espresso la presidentessa del club Ivrea e Canavese, Marzia Niccoli, per aver contribuito con idee e oggetti all’allestimento. «Competenza e professionalità estreme, abbinate a un notevole carico di umanità ed entusiasmo, sono le doti delle donne e degli uomini che operano in questa caserma - le sue parole-. Oggi rappresenta anche un inizio per investire su futuri interventi di prevenzione che coinvolgano soprattutto i giovani al fine di operare un cambiamento di prospettive culturali». Prima di impartire la sua benedizione, monsignor Edoardo Cerrato ha rilevato come «questo sia uno splendido esempio dell’importanza di una costante e proficua collaborazione fra istituzioni e società». —