Addio all'avvocato Luciano Cardella: «Si era battuto nelle aule e per la sua Carnia»
TOLMEZZO. Se lo ricordano tutti il discorso che fece il giorno in cui fu insignito della “Toga d’oro”. Era l’ottobre del 2019 e, innamorato com’era della professione di cui celebrava allora il traguardo dei cinquant’anni, volle condividere con i colleghi quale fosse stato e continuasse a essere il rapporto con quel suo inseparabile drappo nero.
Lo fece con l’inconfondibile eloquio che, nelle aule dei tribunali così come nei palazzi della politica, lo aveva accompagnato in tutte le sue battaglie, legali e civili.
Ecco perché, ora che l’avvocato Luciano Cardella non c’è più, sarà ancora più difficile rassegnarsi alla sua assenza. Proprio come il profluvio di messaggi di cordoglio che, ieri, ha raggiunto i suoi cari ha in breve testimoniato.
Ammalato da tempo, ma non per questo meno attivo di prima, l’avvocato Cardella è scomparso la notte di martedì, all’età di 85 anni, circondato dall’amore della moglie Regina Agarinis, con cui abitava a Tolmezzo, e delle figlie Grazia e Luciana con le rispettive famiglie. Originario di Canicattì, in provincia di Agrigento, si era laureato in Giurisprudenza a Palermo ed era arrivato in Friuli, a Codroipo, per la leva militare.
Ed è proprio qui che, agli inizi degli anni Sessanta, ottenne la sua prima cattedra (francese, alle scuole medie di Comeglians) e incontrò poi la donna (originaria di Ovaro) che avrebbe portato all’altare. La scuola continuò a impegnarlo per una ventina d’anni, portandolo in seguito in vari istituti di Tolmezzo e a insegnare anche lettere.
L’attività forense arrivò più tardi, ma fu da subito chiaro che sarebbe stata quella la strada da seguire. Alternata la pratica alle lezioni in classe e ottenuta l’abilitazione, il talentuoso neo avvocato fu chiamato nello studio legale dell’allora numero uno dei civilisti Edoardo Quaglia.
L’occasione valse il trampolino di lancio nell’agorà forense, dove Cardella si distinse in particolare in campo penale. «Devo tutto a lui», ripeteva spesso, indicando in Quaglia il suo «fidanzato» e imponendosi intanto a propria volta come uno dei più stimati principi del foro, in Carnia e nel resto della provincia, grazie alle sue competenze e alle sue abilità oratorie. Il 1997 segnò una nuova svolta, con l’avvio dello studio associato insieme al genero, l’avvocato Gabriele Bano, marito di Luciana, che con lui era cresciuto, condividendone l’impegno, le sfide e i tanti casi affrontati nel corso della sua lunga carriera. Compresi i procedimenti della cartiera Burgo, di cui era stato lo storico legale.
Per non dire della non meno intensa vita politica, con gli assessorati all’Urbanistica e alla Cultura che tenne alla fine degli anni Ottanta, quando a guidare il Comune di Tolmezzo era il sindaco Renzo Tondo. Della sua lista, era stato proprio l’avvocato arrivato dalla Sicilia il secondo più votato nel capoluogo carnico.
Un socialista e un combattente, Cardella, come sa bene chi assistette alle sue battaglie per il mantenimento e l’ingrandimento dell’ospedale e del tribunale e chi ricorda l’apporto determinante per l’apertura dell’allora Seima (ora Automotive lighting).
Di peso anche gli altri incarichi di volta in volta rivestiti: su tutti, quelli di dirigente dell’Azienda sanitaria, a Tolmezzo, e di presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale di Tolmezzo (Cosint). «Da buon siciliano, promanava calore in qualsiasi cosa facesse, aveva sempre una parola di conforto per tutti e con la sua dialettica e il carisma riempiva le giornate, in studio come in famiglia e con gli amici – ricorda l’avvocato Bano –. Non è un caso se i suoi studenti si ricordano di lui prima di tutto per l’umanità che aveva saputo trasmettere».
L’avvocato con la “A” maiuscola, ripetevano ieri tanti colleghi. «Così come era legato alla propria terra d’origine – continua il genero –, altrettanto era riconoscente alla Carnia che, non si stancava mai di sottolinearlo, gli aveva dato una famiglia e un lavoro». E per la quale, a sua volta, non si stancò mai di spendersi.
Il funerale sarà celebrato venerdì 12 maggio, alle 10, nel Duomo di Tolmezzo, dove giovedì 11 maggio, alle 20, gli sarà dedicato un rosario.