Giulia, la ricercatrice dell’Università di Trieste fra i finalisti del Premio “GiovedìScienza”
TRIESTE Giulia Alessandrini, ricercatrice dell’Università di Trieste, è una dei finalisti del Premio nazionale “GiovedìScienza”, la competizione scientifica, realizzata da CentroScienza Onlus, che ogni anno garantisce visibilità al lavoro di giovani ricercatori italiani, che con la loro attività contribuiscono allo sviluppo e all’innovazione in Italia.
Originaria di Sant’Omero (Teramo), assegnista di ricerca in geofisica presso l’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Trieste, Giulia lavora in città da circa sei mesi. È la geofisica la materia oggetto del suo progetto di ricerca, che il 23 maggio a Torino, alla Sala conferenze del Museo Egizio, insieme agli altri finalisti, sarà chiamata a raccontare in poco più di sei minuti, con l’obbligo di esporlo in modo diretto e alla portata di tutti. «Sono molto felice – sottolinea – perché la divulgazione scientifica è un pallino che ho da diversi anni, ma che non avevo ancora esplorato. Riuscire ad arrivare in finale al primo tentativo è una grande soddisfazione».
Giulia si divide tra Bologna e Trieste. «Sono arrivata all’Ogs a novembre 2022, anche se collaboro con le mie due supervisor, Umberta Timivella e Michela Giustiniani, da lungo tempo, già dalla tesi magistrale nel 2018. E qui mi trovo molto bene». Sul tema specifico della ricerca «non posso anticipare nulla – precisa –: tutto top secret fino alla chiusura della competizione». Sono 80 le candidature pervenute per l’edizione 2023, da parte di 53 ricercatrici e 27 ricercatori, provenienti dalle principali università e centri di ricerca italiani. In base al merito scientifico è stata scelta la rosa dei dieci finalisti.
A giudicare gli interventi della fase finale saranno una giuria tecnica, composta da cinque professionisti esperti della comunicazione scientifica, e una giuria popolare, composta da cinque classi delle scuole secondarie di secondo grado. Per il vincitore sono previsti un premio in denaro del valore di 5 mila euro e l’opportunità di raccontare la propria ricerca al pubblico di “GiovedìScienza” con una conferenza dedicata nell’edizione 2023/2024. Oltre al premio principale, saranno assegnati altri riconoscimenti in denaro del valore di 3 mila euro ciascuno: il “Premio Speciale Elena Benaduce” per i lavori di ricerca che si distinguano per le ricadute sul benessere delle persone e sulla qualità della vita, il “Premio GiovedìScienza Futuro”, per i ricercatori che presentino anche uno studio di fattibilità, e il “Premio Industria 4.0”, rivolto a chi proponga anche un’idea progettuale.
Il Premio nazionale GiovedìScienza è nato nel 2011 per incoraggiare i protagonisti della ricerca alla comunicazione della scienza e offrire strumenti per divulgare le proprie ricerche.