Miramare, sotto sequestro i contratti firmati dall’arciduca Massimiliano
TRIESTE Alle spalle della realizzazione del Castello e del Parco di Miramare, che da qualche anno stanno rinascendo a nuova vita, c’è una storia prettamente romantica. Si narra che alla metà dell’Ottocento l’arciduca Massimiliano d’Asburgo – che, innamorato del mare, già abitava a Trieste con Carlotta a Villa Lazarovich, sul colle di San Vito, in via Tigor 23 – fosse naufragato durante un temporale nella baia di Grignano e, qui soccorso e ricoverato nella propria casa da un pescatore, fosse rimasto incantato dalla bellezza del luogo.
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E fu così che nacque in lui l’idea di far costruire nei pressi un castello, che sarebbe stato ultimato nel 1860, con la conseguente necessità di acquistare i relativi terreni anche per realizzare il parco, che il fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe avrebbe arricchito di piante ed essenze rare e preziose, in parte provenienti dai suoi viaggi, sì da renderlo una delle mete preferite dal turismo internazionale.
Ed ecco, in occasione della prossima asta a tempo della Stadion, che prenderà il via a metà maggio, uscire dal cappello a cilindro degli organizzatori un interessante e importante pezzo di valore storico, corrispondente al lotto 272: una cartella contenente una serie di documenti originali, stilati con un’elegante calligrafia tipica dell’epoca, che registrano i contratti di compravendita dei terreni attorno al Castello di Miramare da parte di Massimiliano d’Asburgo. Che però, come informano dall’ufficio tavolare di Trieste, consiste «in un documento tavolare pubblico che risulterebbe in pubblico deposito presso l’Archivio di Stato, ed è sicuramente soggetto a disciplina di tutela documentale». Perciò la Casa d’aste Stadion, d’accordo con la proprietà, aveva già escluso dalla vendita tale lotto in attesa di verifiche, come riferisce il titolare Furio Princivalli.
Nella mattinata di ieri il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale - Nucleo di Udine ha peraltro posto sotto sequestro la cartella che contiene più di una ventina di contratti tutti intestati, dal 1862 al 1866, allo sfortunato Asburgo. Un personaggio molto colto, amante delle arti e della scienza, in particolare della botanica, che aveva raggiunto gli alti gradi della Marina militare austro-ungarica ed era intervenuto profondamente nel rinnovamento del porto di Trieste, prima di morire fucilato in Messico nel 1867. Alcuni documenti sono firmati direttamente da lui con il titolo di Sua Maestà Massimiliano Imperatore del Messico, altri per procura: si riferiscono all’acquisto di una ventina di appezzamenti di terreno, anche molto piccoli, che l’arciduca avrebbe poi assemblato per realizzare il parco. Fogli stilati in italiano, salvo un paio in tedesco, e afferenti al comune di Prosecco.
Agli appassionati rimane comunque un’asta ricca e piacevolmente coerente, proveniente dai colti interessi di un unico, raffinato collezionista, che ci riconduce attraverso la sua poliedrica raccolta dai tempi della nascita di Massimiliano (Vienna, 1832) alla modernità.